Il video del comico che fece chiudere il Nordic Gender Institute

È stato tradotto in italiano il documentario girato dal comico norvegese Harald Eia, mandato in onda nel 2010, che ebbe l’effetto di sospendere i finanziamenti statali al centro Nordic Gender Institute.
Il centro di studi sosteneva la “teoria gender” secondo cui donne e uomini sono diversi solo dal punto di vista fisico, mentre le differenze di attitudini, comportamenti e inclinazioni sarebbero il frutto di un’imposizione sociale e culturale da eliminare.

PARADOSSO NORVEGESE. Eia ha intervistato gli scienziati del centro per cercare di capire il “paradosso norvegese” e cioè come mai, dopo dieci anni di politiche e lotte per la parità di genere, in Norvegia fosse emerso, come illustrato dai dati governativi, che le differenze fra uomini e donne fossero più marcate rispetto al passato. Ecco perché, ad esempio, il 90 per cento delle infermiere norvegesi sono donne e il 90 degli ingegneri uomini.

RISPOSTE IMBARAZZANTI. La risposta degli studiosi del Nordic Gender Istitute a Eia sono state unanimi: la differenza è solo biologica, non incide sulla persona e se c’è un divario è solo perché, radicato in noi da tempo, influenza ancora i bambini. Ma il comico non si è accontentato di prendere per buona la teoria senza cercare delle prove scientifiche. E si è messo a indagare per trovarle, girando diversi paesi e incontrando studiosi delle università più importanti del mondo, come Cambridge, il Trinity College, la California State University e altre ancora. Qui i ricercatori gli hanno presentato esperimenti e indagini che dimostrano che la differenza fra sessi è documentabile fin dai primi giorni o mesi di nascita, fornendo delle spiegazioni scientifiche sul perché questo accada. Tornato in Norvegia Eia ha quindi presentato i frutti della sua ricerca agli esperti del Nordic Gender Institute, che però non hanno saputo controbattere se non con risposte deboli e prive di dati. Il lavoro del comico ha così spinto il Consiglio dei ministri dei paesi nordici a sospendere i finanziamenti al centro, che poi ha dovuto chiudere.

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