Veronesi vaticina la fine del maschio e l’avvento dell’era postspermatozoica

Chi ha gli zebedei li conservi. È previsto un ribaltone darwiniano: l’uomo perderà i pantaloni e l’ex sesso debole sarà considerato un “genere”

Pare che gli uomini oltre ai capelli perdano pure gli spermatozoi. Non è calvizie delle gonadi. È logorio della vita moderna. E non c’è Cynar che tenga. Sembra una barzelletta di Woody Allen. E invece è Umberto Veronesi. Il quale ha spiegato dalle colonne del Corrierone, avvalendosi di un non meglio identificato «recente studio francese», che la differenziazione sessuale è destinata a sparire. Vabbè, hanno anche scritto che nei francesi la recessione ha causato un «drammatico calo del desiderio». Però noi siamo italiani.

Ma il noto professore molto amato dalle donne e dalle donne molto ricambiato, allo scoccare dei suoi splendidi cent’anni insiste: l’uomo sta definitivamente perdendo i pantaloni. Mentre l’ex “sesso debole” non è più neanche un sesso, bensì un “genere”. E pure “aggressivo”. Chi ha gli zebedei se li conservi. Il meteo dello scienziato prevede un ribaltone darwiniano. Il messaggio che arriva dall’organo che stimola la produzione ormonale (ipofisi), all’uomo farà perdere lo sperma, alla donna farà crescere il pelo sullo stomaco. Tutte considerazioni che naturalmente servono alla propaganda gay e a tutto ciò che da essa discende (matrimoni, industria dei bimbi in provetta, commercio di semi e ovuli, adozioni e famiglie omoparentali).

Non avendo argomenti razionali e promuovendo diritti irrazionali, la “lobby gay”, come un po’ omofobicamente la chiama L’Espresso, organizza la pseudoscienza. Il che sarebbe comico se non fosse imposizione di leggi liberticide (come quella sull’omofobia) e dell’ideologia del gender. E adesso, via dagli asili le bambole sessuate e ordine ai maschi di fare pipì seduti sulla tazza del water.