Venezia 68: il nudo della Bellucci non evita i fischi al film di Garrel

Un été brulant, di Philippe Garrel, viene accolto con qualche fischio dalla stampa. Non basta il nudo della Bellucci a sciogliere le riserve dei critici. Entusiasmo per A Dangerous Method di David Cronenberg, dato sempre più per favorito per la conquista del Leone d’oro

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Del film di Philippe Garrel se ne era parlato ampiamente prima che la Mostra del cinema di Venezia partisse. Prima della proiezione, infatti, era già circolata voce che una delle scene cult di Un été brulant sarebbe stato un nudo di Monica Bellucci, ispirato al famoso quadro l’Origine del mondo di Courbet quello, per intenderci, in cui il sesso femminile viene mostrato in primo piano. Nel film del maestro francese Monica è nuda si, ma con una gamba che le nasconde le parti più intime. La bellissima attrice italiana ha commentato così la scena: E’ stato un gesto generoso, quella scena. «Mi sono fidata completamente di lui, è un artista che ha un universo unico. E’ stato un momento di abbandono, era anche un periodo difficile per me, avevo partorito da un mese e mezzo, ma mi sono sentita rispettata e protetta perché lui ama i suoi attori. E, comunque, quando si accetta di lavorare con un regista ci si affida totalmente». Nudo della Bellucci a parte i giornalisti non sembrano aver gradito particolarmente la pellicola, accompagnando il loro dissenso con qualche risatina e alcuni fischi nel corso della proiezione.

 

Louis Garrel, figlio del regista e protagonista del dramma amoroso, difende a spada tratta il lavoro del padre e definisce “buzzurri” gli autori dei fischi in sala. Vedremo se il pubblico reagirà diversamente alla proiezione serale. Intanto questa sera sul tappeto rosso Monica Bellucci sfilerà accanto al marito Vicent Cassel, suo diretto avversario nella conquista del Leone d’oro. L’attore francese è infatti nel cast di A Dangerous Method, di David Cronenberg, già indicato dai bookmakers inglesi come possibile vincitore e che ha esaltato la critica nella proiezione per la stampa. La pellicola racconta lo strano triangolo intellettuale tra il padre della psicanalisi Sigmund Freud (Viggo Mortensen), il suo allievo prediletto Gustav Jung (Michael Fassbender) e la paziente di quest’ultimo, Sabina Spilrein (Keira Knightley). Cronenberg in conferenza stampa ha raccontato di essersi documentato moltissimo sulla psicanalisi e di ritenerla un metodo valido «Il problema è che è costosa, perché è diventata lunga. Freud non avrebbe mai immaginato un Woody Allen che sta in analisi trent’anni: lui i pazienti voleva guarirli con una limitata serie di sedute. Adesso invece si preferisce usare i farmaci, più veloci ed economici».

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