Vendersi come «protettori della fede musulmana» per guadagnare voti. L’islam in Malaysia è un’arma politica

Il partito al potere Umno ha rivendicato al congresso di «sostenere l’islam da decine di anni» di aver «fondato università islamiche e diffuso la finanza islamica»

Inneggiare all’islam per guadagnare consensi elettorali. È quello che sta facendo il United Malays National Organisation (Umno), partito al potere in Malaysia, che ha deciso di rilanciarsi come «protettore della fede islamica» per far dimenticare ai malesi gli aumenti delle tasse in campo economico.

«SOSTENIAMO LA GRANDEZZA DELL’ISLAM». «Umno sostiene l’islam da decine di anni, ha fondato università islamiche e diffuso la finanza islamica nel paese», ha dichiarato il premier Najib Razak al congresso annuale del suo partito. «Siamo noi che abbiamo sostenuto la grandezza dell’islam».
Durante il congresso, membri del partito hanno proposto di specificare in Costituzione che la religione ufficiale dello Stato è l’islam sunnita e hanno invitato un famoso religioso islamico a entrare nell’organo decisionale della fazione.

CAMBIA IL FINE SETTIMANA. Circa il 60 per cento della popolazione malese è musulmana, mentre i cristiani rappresentano appena il 9 per cento. Di recente, Umno aveva appoggiato la sentenza di tre giudici che a ottobre hanno proibito a un settimanale cattolico di utilizzare il termine Allah per indicare il Dio cristiano, nonostante sia usato dai cristiani malesi da più di 400 anni. Il partito al governo, che sta diventando sempre più una formazione religiosa, ha anche cercato il mese scorso di introdurre la sharia a Kelantan, Stato nordorientale del paese, e per compiacere i musulmani ha deciso che nello Stato di Johor il fine settimana non sarà più costituito dal sabato e dalla domenica ma dal sabato e dal venerdì, giorno in cui avviene la preghiera comunitaria.
Umno governa da 50 anni ma alle ultime elezioni ha vinto di pochissimo e negli ultimi mesi è stato costretto a prendere misure economiche poco gradite alla popolazione. Il costo dell’elettricità, ad esempio, è stato aumentato del 15% per far fronte all’enorme debito fiscale dello Stato.