Usa, lascia il boss del fisco che inviava controlli selettivi ai danni dei Tea party, avversari di Obama

Rifiuta di testimoniare al Senato e si dimette Lois Lerner, il funzionario che confessò le discriminazioni fiscali contro associazioni vicine ai repubblicani

Lois Lerner, il funzionario del fisco americano, iscritto al Partito Democratico e accusato di essere il responsabile delle discriminazioni nei confronti di associazioni e cittadini vicini al Partito Repubblicano, ha deciso di andare in pensione. Lerner abbandona l’Irs (omologo di Equitalia negli Stati Uniti) all’indomani di un’udienza al Comitato finanze del Senato davanti al quale si è rifiutata di testimoniare. Si è chiuso ieri il primo capitolo dello scandalo che ha travolto l’agenzia esattoriale americana la scorsa primavera, suscitando l’imbarazzo di Barack Obama.

LE DISCRIMINAZIONI. A dare il via all’inchiesta nei confronti delle vessazioni del fisco americano era stata la House Ways and Means Committee, a seguito di una serie di denunce da parte di associazioni conservatrici in tutti gli Stati Uniti. Lerner, iscritta al Partito democratico e direttrice della sezione incaricata dei controlli sulle associazioni politiche dell’Irs, dopo averlo negato a più riprese, si era convinta a confessare i comportamenti inappropriati e discriminatori dell’agenzia. Mentre Lerner era in carica, il fisco americano aveva iniziato a prendere di mira i gruppi politici conservatori, raggiungendo il culmine della vessazione nel pieno della campagna elettorale per le presidenziali del 2012. Il metodo con cui l’Irs sceglieva quali associazioni sottoporre a lunghi controlli fiscali era semplice e si fondava sulle parole chiave presenti negli statuti delle associazioni di destra: qualsiasi americano avesse inserito nello statuto della propria associazione termini come “Tea Party” o “patriot” non avrebbe potuto scampare ai controlli del fisco.

L’ACCANIMENTO FISCALE. Dal 2010, le denunce, partite da gruppi di cittadini conservatori presi di mira dai controlli fiscali dell’Irs, si sono accumulate a tal punto che l’agenzia è stata costretta ad ammettere di aver praticato metodi discriminatori contro i gruppi di militanti dei Tea Party e di area repubblicana. Nel corso delle indagini, i membri dei comitati di controllo del Congresso sono riusciti a trovare ulteriori prove delle discriminazioni nei controlli fiscali da parte dell’Irs. I parlamentari americani non solo hanno scoperto che alcuni dipendenti dell’agenzia avevano attuato controlli mirati nei confronti dei gruppi avversi all’amministrazione Obama, ma che ci furono anche controlli fiscali supplementari fondati sull’orientamento politico dei donatori delle associazioni repubblicane.