Usa, l’aborto compie 40 anni. In 400 mila sfilano per ricordare 55 milioni di «bambini innocenti»

Alla marcia hanno partecipato politici, cardinali e tanti cittadini comuni. Santorum, candidato alle primarie repubblicane: «Noi sappiamo che la morte non è mai la cosa migliore».

Una folla di 400 mila persone secondo i media, di 500 mila secondo gli organizzatori. Tante sono state le persone che negli Stati Uniti hanno marciato per la vita dopo il controverso discorso di insediamento di Barack Obama con la benedizione di papa Benedetto XVI: «Mi unisco a quanti marciano per la vita e prego affinché i leader politici proteggano i bambini non nati e promuovano una cultura della vita».
 
L’ABORTO COMPIE 40 ANNI. Il Popolo della “marcia per la vita”, che si riunisce ogni anno, si è radunato a Washington davanti al Campidoglio venerdì scorso per ricordare il quarantesimo anniversario della sentenza Roe v. Wade del 1973, che rese legale l’aborto in America, con il quale sono stati uccisi circa 55 milioni di bambini. La folla ha camminato fino alla sede della Corte Suprema pregando insieme all’arcivescovo di Boston, il cardinale Patrick O’Malley.

BOENHER E SANTORUM. Insieme a loro i politici che hanno convinto il popolo religioso e pro life americano che la famiglia, la vita e la libertà religiosa non sono bandiere politiche. Fra questi John Boehner, speaker della Camera, che ha mostrato alcuni filmati sulla verità dell’aborto. Mentre l’ex candidato alle primarie repubblicane Rick Santorum ha parlato della sua settima figlia Isabella Maria, detta Bella e nata con una rara sindrome genetica: «Fummo incoraggiati ad abortire perché sarebbe stata malata e sarebbe stato meglio per lei, ma noi sappiamo che la morte non è mai la cosa migliore e io sono qui per dire, e ogni mio figlio può testimoniarlo, che Bella per noi è il meglio e noi siamo diventati migliori grazie a Bella… È gioiosa, è dolce, esprime solo amore. Date una chance a questi bambini, accoglieteli nelle vostre famiglie».

CONTRO LA CULTURA DELLA MORTE. Santorum ha poi sottolineato che chi difende la vita è spesso erroneamente guardato come un bigotto: «Questo non è un gruppo di moralizzatori che dall’alto di un piedestallo predica cosa è giusto, ma di persone che stanno davanti alle cliniche abortive pregando e chiedendo misericordia a Dio per i bambini e le famiglie, contro la cultura della morte».

LA CHIESA. Alla manifestazione hanno aderito anche numerosi vescovi: in prima fila il cardinale Timothy Dolan, presidente della Conferenza episcopale americana, che in un editoriale sul New York Catholic aveva scritto rivolto ai giovani «Il diritto alla vita di tutti i bambini innocenti nel ventre materno sarà una battaglia vinta dai giovani». Simile sarà la marcia per la vita che si terrà il 12 maggio a Roma e che prevede la presenza della politica, della Chiesa e dei semplici cittadini.