Usa, ex direttrice di una clinica abortiva rivela: «La Planned Parenthood fissa una quota di aborti a ogni centro»

Abby Johnson dichiara in un video appena diffuso: «Mi dicevano che era il modo con cui facevamo soldi». Secondo il budget 2010 della sua clinica, riceveva per ogni interruzione di gravidanza 313,29 dollari

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budjet planned parenthood«L’aborto deve essere sicuro, legale e raro». Lo slogan adottato dal provider di aborti americano Planned Parenthood non sembra rispecchiare il modo in cui lavora ogni giorno. Secondo Abby Johnson, attivista pro-life ed ex direttrice di una delle cliniche del colosso abortivo, la Planned Parenthood fissa una quota di aborti da praticare ogni anno a tutte le cliniche.

«COSÌ FACCIAMO SOLDI». In un video rilasciato lunedì da Johnson, viene mostrato il budget della sua clinica di Bryan (Texas) che il supervisore le ha mostrato nel 2010, e che fissava a 1.135 la quota di aborti richiesta. «Questo mi ha infastidito perché io pensavo che il nostro obiettivo fosse di ridurre il numero di aborti… Dopo tutto, era quello che dicevamo sempre ai media. Quando ho espresso le mie preoccupazioni al supervisore, lei ha riso e mi ha risposto: “Ma Abby, è con l’aborto che facciamo i soldi”». Per ogni aborto, la clinica riceveva 313,29 dollari, per un totale di 335 mila dollari.

PREMI A CHI PRATICA PIÙ ABORTI. Nel video Johnson, che si è licenziata dopo aver visto un’interruzione di gravidanza con gli ultrasuoni, mostra anche un documento che dimostra che la Planned Parenthood di Rocky Mountains, distaccamento del provider, ha premiato il suo ufficio in Aurora per aver superato le «abortion visits» nella prima parte dell’anno fiscale 2013, rispetto al 2012. «Molti abortisti hanno espresso il loro disgusto» alla notizia, commenta Johnson. La direttrice della clinica coinvolta nello scandalo, Vicki Cowart, pur negando la veridicità del premio, ha dichiarato: «Certo che celebriamo i nostri progressi nel garantire a più persone l’accesso alla gamma completa di assistenza sanitaria riproduttiva, compreso l’aborto. E continueremo a farlo». Anzi, «il nostro obiettivo è quello di ampliare l’accesso a tutti i nostri servizi e ci congratuliamo con il nostro staff dedicato e appassionato quando ci riesce».

 

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