L'escalation non è un destino ineluttabile: a Trump conviene rilanciare la crescita in vista delle elezioni di midterm, gli ayatollah non possono permettersi di perdere l'export di petrolio
Una bandiera iraniana sventola su una statua a Teheran per omaggiare le studentesse uccise nell'attacco Usa alla scuola di Minab (foto Ansa)
Stati Uniti e Iran hanno interesse a una soluzione in tempi brevi dell’attuale conflitto o siamo condannati a un’escalation che potrebbe allargare ulteriormente lo scontro e farlo assomigliare all’aurora di una Terza guerra mondiale? I minacciosi e roboanti annunci da una parte e dall’altra e l’altrettanto condivisa e verificata propensione a dichiarare il falso per disorientare l’avversario fanno temere di più la seconda ipotesi, ma un’analisi ravvicinata delle conseguenze di 33 giorni di guerra lasciano spiragli ragionevoli alla prima.
Perché gli Usa vogliono un accordo
Quali siano gli interessi dell’amministrazione Trump a fermare un’operazione militare che è palesemente sfuggita di mano (l’imprevisto trasferimento di sistemi di difesa antimissilistica e di forze speciali di terra dall’Asia al Medio Oriente resosi necessario per la resistenza opposta dall’avversario testimonia l’improvvisazione strategica dell’intervento) e a concludere un accordo durevole con la controparte è piutt...
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