Una serata davanti ai nostri fratelli che pagano per la fede il prezzo più alto

Incontriamoci a Roma venerdì 29 aprile. A partire dalle ore 20 per tutta la notte verranno proiettate immagini della persecuzione anticristiana su una Fontana di Trevi illuminata di rosso, tinta del sangue dei martiri

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Pubblichiamo la rubrica di Alfredo Mantovano, presidente di Acs Italia, contenuta nel numero di Tempi in edicola da oggi, giovedì 28 aprile 2016 (vai alla pagina degli abbonamenti)

Kom Boha è un villaggio a 60 chilometri da Assiut, nell’Alto Egitto: sono circa trent’anni che le 1.500 persone di fede cattolica desiderano una chiesa vera. Finora la Messa è stata celebrata in un piccolo spazio messo a disposizione da una famiglia: nell’area c’è un muro diroccato sul quale una mano pietosa ha dipinto una croce. In Europa, in Italia, prima di andare a Messa la domenica siamo abituati a scegliere quella della chiesa più vicina, la più comoda, dove il sacerdote non tira l’omelia troppo per le lunghe. In tanti angoli nel mondo non si hanno molte alternative: ci sono fedeli disposti a percorrere a piedi ogni settimana chilometri e chilometri pur di assistere al rito sacro; fedeli che – come in Nigeria, nei territori occupati da Boko Haram – si recano in chiesa, ma non sono certi di tornarne, a causa degli attentati che sono realizzati proprio il giorno della festa, con terroristi bambini indotti a entrare negli edifici sacri e lì a farsi esplodere; fedeli che – come a Kom Boha – non traggono da una difficoltà materiale ragione per non frequentare i sacramenti.

In Egitto la legislazione sulla costruzione delle chiese è una delle preoccupazioni dei cristiani: a differenza delle moschee, ottenere permessi per costruire altri edifici religiosi fa registrare attese di anni, quasi che i cristiani siano cittadini di seconda serie. Grazie ad Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs), i fedeli di Kom Boha potranno avere presto una chiesa, che sarà intitolata a san Giorgio. Il terreno che la comunità aveva acquistato con grande sacrificio 22 anni fa non resterà inedificato: sono state gettate le fondamenta della struttura di 450 metri quadrati. Le spese per completarla sono assicurate da Acs: è una delle tante modalità di intervento di questa fondazione di diritto pontificio, costituita nel 1947 da un monaco di origine olandese, Werenfried van Straaten.

In 70 anni essa ha realizzato progetti per sostenere la pastorale della Chiesa nei luoghi di persecuzione o di grave carenza di mezzi. Nel 2015 ha raccolto oltre 123 milioni di euro nei 21 paesi dove è presente e ha realizzato 6.209 progetti in 148 nazioni. Al lavoro di aiuto materiale si affianca quello di sensibilizzazione, che culmina con la pubblicazione biennale del Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo, un volume di centinaia di pagine fatto di schede-paese che per ogni Stato, nessuno escluso, descrive cosa è accaduto nel biennio precedente.

Nella stessa linea si colloca l’iniziativa di venerdì 29 aprile a Roma, alle 20, davanti alla Fontana di Trevi. Uno dei monumenti più noti al mondo sarà investito da fasci di luce rossa: a simboleggiare il sangue dei tanti martiri cristiani uccisi in odio alla fede. La serata, condotta da Monica Mondo, si aprirà con i saluti del prefetto Francesco Paolo Tronca, commissario straordinario di Roma Capitale, cui seguiranno una mia breve introduzione e l’intervento del presidente internazionale di Acs, il cardinale Mauro Piacenza.

Le quattro testimonianze
Quattro ospiti racconteranno poi altrettante storie di martiri per la fede: dalla vicenda delle Missionarie della Carità uccise nello Yemen il 4 marzo, che sarà ricordata da una loro consorella, a quella del ministro per le Minoranze religiose del Pakistan assassinato nel marzo 2011, Shahbaz Bhatti, di cui dirà il suo amico Shahid Mobeen, fondatore dell’Associazione Pakistani cristiani in Italia. Maddalena Santoro racconterà del fratello, don Andrea, ucciso in Turchia nel 2006; infine uno studente del Kenya, Luka Loteng, renderà omaggio agli studenti cristiani uccisi a Garissa nell’aprile 2015. Al termine la fontana si vestirà di rosso per fare da cornice alla testimonianza di monsignor Antoine Audo, vescovo caldeo di Aleppo. La serata si concluderà con la recita della Preghiera del venerabile Pio XII per la Chiesa perseguitata. Per tutta la notte verranno proiettate immagini della persecuzione anticristiana su una Fontana di Trevi tinta del sangue dei martiri.

Incontriamoci in questo luogo simbolo della capitale il 29 aprile: è un modo di porsi idealmente al fianco di chi oggi soffre a causa della fede.


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