“L’ultima al patibolo” di Gertrud von Le Fort, gran libro molto ben scritto che squarcia il velo sulla violenza della Rivoluzione francese. Ma il vero motivo per cui vale la pena di leggerlo è un altro. Eccolo
Una rappresentazione pittorica del martirio delle sedici carmelitane di Compiègne, ghigliottinate in Francia durante il terrore giacobino il 17 luglio 1794. È la vicenda raccontata in L’ultima al patibolo di Gertrud von Le Fort
Quando siamo giovani, quando incediamo nel mondo con la baldanza e l’orgoglio dell’animale giovane e sano, siamo portati a credere che la sua positività in qualche modo coincida con la nostra. Così che la nostra positività accresce un po’ la positività del mondo, la nostra intraprendenza lo plasma e lo piega al bene voluto, il nostro slancio lo avvicina e lo rende incontrabile. Al contrario, sempre quando siamo giovani, siamo portati a credere che la nostra negatività aumenti quella del mondo, le nostre debolezze lo indeboliscano, le nostre paure lo rendano indecifrabile, la nostra indolenza lo impigrisca, la nostra ignavia lo costringa nell’estraneità dell’indifferenza. C’è del vero. Ma non è tutto il vero. Anzi, si può dire che, in fondo, non è nemmeno il vero che conta. Io ne ebbi, per la prima volta, la coscienza chiara e sorprendente con la lettura de L’ultima al patibolo di Gertrud von le Fort.
Vien proprio voglia di raccomandarne la lettura. Innanzitutto perché è scritto bene. ...
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