Prima la direttiva Case Green, ora i limiti agli affitti brevi. Mentre si prepara il mega ricambio generazionale della proprietà immobiliare in Italia. I grandi fondi non vedono l’ora che si aprano le danze
I commissari europei per la Concorrenza Teresa Ribera e per le Politiche abitative Dan Jørgensen durante la presentazione dell’Affordable Housing Act, Bruxelles, 9 settembre 2026 (foto Ansa)
Si chiama “Affordable Housing Act” ed è il regolamento europeo – fortemente voluto dai socialisti – tramite il quale Bruxelles vorrebbe disinnescare le situazioni di maggiore “stress abitativo” che spesso si riscontrano nelle grandi città, dove la scarsità di locazioni di lungo periodo e il rincaro degli immobili in compravendita ha quasi sempre come effetto un innalzamento dei canoni tale da spingere fuori dai confini comunali studenti fuorisede, lavoratori e famiglie a medio e basso reddito.
Cosa prevede l’Affordable Housing Act
Il provvedimento – illustrato dal commissario Dan Jørgensen, che ha la delega alle Politiche abitative, e dalla vicepresidente esecutiva Teresa Ribera – fissa innanzitutto la definizione di “stress abitativo”: scatta nelle zone in cui il prezzo degli immobili risulta superiore di almeno otto volte al reddito mediano disponibile, cioè quel che resta al netto del pagamento delle tasse, dei residenti della zona in questione. Non è tutto: il divario deve essere a...
Contenuto riservato agli abbonati
Light
Il quotidiano online per i nuovi abbonati
Digitale
Il quotidiano online + il mensile digitale
Full
Il quotidiano online + il mensile digitale e cartaceo