Turchia. Erdogan scarcera con nove anni di anticipo l’assassino di don Andrea Santoro

Nelle prigioni serve spazio per rinchiudere i golpisti di luglio e così a decine di migliaia sono stati rilasciati anzitempo. Oguzhan Akdin aveva ucciso il prete in chiesa a Trebisonda

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Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, ha fatto arrestare decine di migliaia di persone per il loro coinvolgimento, presunto o reale, nel golpe fallito di luglio. Per farle accomodare in prigione, data la mancanza di posto, ha fatto scarcerare decine di migliaia di reclusi estinguendo in anticipo la pena. Tra questi fortunati, c’è anche l’assassino di don Andrea Santoro.

«ALLAHU AKBAR». Il sacerdote è stato ucciso il 5 febbraio del 2006, mentre pregava rivolto verso l’altare della chiesa di Santa Maria di Trebisonda, con due colpi di pistola sparati alle spalle da un giovanissimo estremista islamico. Alcuni testimoni hanno dichiarato che il ragazzo di 15 anni, Oguzhan Akdin, mentre sparava gridava “Allahu Akbar”, Dio è grande. Durante il processo, Akdin ha dichiarato di aver ucciso don Andrea per rispondere alle vignette su Maometto pubblicate in Danimarca.

ARRESTO DUBBIO. Secondo Fides, «fin dall’inizio molti osservatori espressero dubbi e perplessità sulle indagini frettolose che avevano “risolto il caso” con l’arresto di un quindicenne, che in caso di condanna, a motivo della sua giovane età, sarebbe stato condannato a una pena più lieve rispetto a quelle previste in vicende analoghe per le persone adulte». Akdin, reo confesso, è stato alla fine condannato a 18 anni e 10 mesi di prigione. Con nove anni di anticipo, Akdin è stato liberato da Erdogan per lasciare spazio a qualche presunto golpista.

Foto Ansa

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