Ha portato all’estremo il conflitto con l’Iran convinto di trionfare in pochi giorni. Grave errore, lo stesso di Putin in Ucraina. Non se la caverà scagliando il martello contro il Grillo parlante che svela il suo «delirio di onnipotenza»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump (foto Ansa)
Gli attacchi verbali di Donald Trump a Leone XIV sono il prodotto di una frustrazione. La frustrazione causata dal fallimento del progetto di abbattere con la forza il regime teocratico iraniano. Progetto perseguito senza alternative, senza piani B, fidandosi totalmente della propria enorme forza militare e confidando in un’iniziativa ribelle del popolo iraniano che non c’è stata.
Due atti di fiducia andati completamente delusi perché irrealistici: l’applicazione di una forza enorme ma pur sempre intrinsecamente limitata non produce i cambiamenti desiderati quando i desideri non sono proporzionati alla totalità dei fattori della realtà, quando i desideri sono illimitati e megalomani. Il coraggiosissimo popolo iraniano (protagonista di una dozzina di sollevazioni represse nel sangue nell’ultimo ventennio, in un paese che nel solo 2025 ha eseguito 1.625 sentenze capitali, di gran lunga il primo al mondo in rapporto al numero degli abitanti) non è disposto a sacrificarsi nei tempi e nei ...
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