Lo davano tutti per spacciato e invece il presidente libertario ha vinto le legislative. Secondo gli analisti, ora è arrivato il momento di attuare le riforme più radicali
Il presidente argentino Javier Milei festeggia la vittoria alle legislative (foto Ansa)
Il risultato delle elezioni legislative argentine del 26 ottobre scorso ha assunto i tratti di un vero e proprio referendum sulla politica economica avviata dal presidente Javier Milei, segnando un punto di svolta che, pur conferendo nuove leve alla sua azione riformista, evidenzia anche i rischi della svolta libertaria che intende imprimere.
La vittoria di Milei alle legislative
Domenica, il partito di Milei, La Libertad Avanza, ha ottenuto il 40,7% dei voti alla Camera, distanziando di nove punti la coalizione kirchnerista (il peronismo di sinistra) Fuerza Patria. Al Senato il divario è stato ancora maggiore: 42,6% contro 28,5%.
Ma come mai Milei ha vinto contro ogni pronostico, con i sondaggi che lo davano in bilico e Corriere e Repubblica per spacciato?
Secondo l’analista Emili J. Blasco, «i 40 miliardi di dollari annunciati da Trump – la metà per uno scambio di valuta e l’altra metà, ancora da concretizzare, per l’acquisto di debito pubblico argentino – hanno fatto la differenza t...
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