Tra segreti ed enigmi, il viaggio «allegro» di un padre e un figlio

«Allegro andante» è un uomo, un padre, che dopo essere uscito di prigione aspetta il figlio fuori da scuola e lo porta con sé in un rocambolesco viaggio dalla periferia di una città fino alle montagne. Provvisti solo di due zaini e un fucile, padre e figlio hanno per la prima volta l’occasione di conoscersi tra silenzi, antichi equivoci e verità svelate. Pietro Viscardi ha lavorato più di un anno al suo primo romanzo. «Scrivevo soprattutto di notte perché di giorno lavoro come insegnante» racconta a tempi.it. «In realtà ho scritto molte altre storie rimaste nel cassetto, ma questa ha preso forma in maniera fluida e naturale mentre ci lavoravo, come formandosi da sé». La storia è narrata dalla prospettiva del giovane Matteo, orfano di madre e che prima di allora non aveva mai conosciuto il padre. Finché un giorno, durante il viaggio, gli domanda: «Perché sei andato in prigione?». Si troverà così davanti a una terribile rivelazione che trascinerà il lettore fino all’ultima pagina per trovare la risposta definitiva.

La presenza di un segreto e di un’allegria misteriosa aleggia in tutto il romanzo e affascina anche Matteo, che decide, nonostante le violente rivelazioni, di proseguire il cammino con il padre per cercare di capire la sua felicità.
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