Tra i 2.300 europei che combattono con i jihadisti in Siria e Iraq, ci sono ben 30 italiani. Cosa accadrà quando torneranno a casa?

Secondo stime di Europol, circa 2.300 giovani sono partiti dall’Unione Europea per andare a combattere con i gruppi jihadisti in Iraq e Siria

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Non solo siriani, iracheni, sauditi, ceceni e combattenti da ogni parte dell’Asia e del Medio Oriente. A unirsi ai jihadisti in Iraq e Siria ci sono anche 30 persone provenienti dall’Italia. Otto di queste, tra cui Giuliano Delnevo, sono già morte.

OLTRE DUEMILA EUROPEI. Secondo stime di Europol, circa 2.300 giovani sono partiti dall’Unione Europea per andare a combattere con i gruppi jihadisti. Il paese che ha visto più connazionali votarsi alla guerra santa sarebbe l’Inghilterra.
A detta di Lahoor Talabani, direttore della squadra anti-terrorismo del governo regionale curdo, fino a 450 inglesi si sono uniti allo Stato islamico dell’Iraq e del Levante, che si è ormai assicurato un vastissimo territorio che si estende per almeno 500 chilometri e che va dall’Iraq alla Siria settentrionale senza soluzione di continuità. Dopo la conquista di Falluja a gennaio e Mosul, ora l’Isil sarebbe a poche decine di chilometri da Baghdad.

siria-jihad-italia-cologno-monzese1«ATTACCHERÀ L’INGHILTERRA». «Per Talabani, come riporta The Independent, questi combattenti non sono un pericolo appena per l’Iraq ma anche per l’Europa, perché il capo dell’Isil, Abu Bakr Al Baghdadi, «li userà per attaccare l’Inghilterra, se sopravvivono sul campo di battaglia, e la situazione peggiorerà se l’Occidente non farà qualcosa».
Quel “qualcosa” è traducibile con il supporto militare aereo chiesto dal premier iracheno Al Maliki a Barack Obama, che però sembra riluttante a tornare nel paese già invaso nel 2003.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •