Test di medicina, risultati online. Possibile class action a Bari

Consultabili i risultati dei test di ammissione, con risultati in media più bassi del 2013. Tra i primi 100 studenti, anche 6 di Bari, la città dove venne trovato un plico manomesso. L’Udu annuncia un maxiricorso

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Da oggi sono consultabili on line gli esiti dei test di medicina: la graduatoria ufficiale verrà pubblicata solo a maggio, ma già divampano le prime polemiche e le accuse di brogli.

RISULTATI PIU’ BASSI. Solo 9.983 studenti su 63mila iscritti ai test possono passare: da una prima lettura dei risultati, quest’anno però si è abbassata la media dei punti necessari per accedere alle facoltà. Il più bravo degli studenti sarebbe un ragazzo di Torino che quest’anno ha totalizzato 80,50 punti: l’anno scorso il più bravo ne aveva presi 80,90. Ma le differenze si notano soprattutto scendendo nella classifica: quest’anno in decima posizione c’è chi ha preso 70,70 punti, l’anno scorso ne erano serviti 75,30. Nel 2014 solo 4.450 candidati hanno superato i 40 punti, nel 2013 più di 10 mila studenti. Quest’anno il voto minimo sarebbe di 32,60, nel 2013 servivano almeno 38,20 punti.

IL CASO BARI E LE IRREGOLARITA’. Nella classifica dei primi 100 studenti ci sono 15 ragazzi di Padova, 11 di Bologna e 10 di Milano (università Statale). Ma ci sono anche 6 ragazzi dell’università di Bari, l’ateneo al centro delle polemiche, per il sospetto di brogli. Nel capoluogo pugliese infatti era stato ritrovato un pacco manomesso da cui mancava il plico con le domande dei test. Il coordinatore dell’Unione degli universitari, Gianluca Sciuccumarra, ha preannunciato un ricorso che verrà depositato i primi giorni di maggio: «Abbiamo già più di 500 adesioni al maxiricorso e poi abbiamo 1800 segnalazioni tra irregolarità e altre casistiche. Questo può essere o meno legato al caso, ma aumenta sicuramente la necessità di fare chiarezza su quanto successo con il plico scomparso – continua Sciuccumarra – ci troviamo probabilmente davanti ad un test completamente falsato e utilizzeremo tutti gli strumenti a disposizione per assicurarci che il diritto allo studio degli studenti venga tutelato».

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