Ultimo banco. Che cosa c’è nel numero di Tempi di ottobre

Di Redazione
01 Ottobre 2025
Le scuole chiuse per crisi demografica, le relazioni pericolose con l’Ai, la proposta di detassare gli straordinari. Guida ai contenuti del mensile
La copertina del numero di ottobre 2025 di Tempi, dedicata alle scuole costrette a chiudere a causa della crisi demografica

La scuola è appena iniziata ma per alcune scuole l’anno è già finito. O meglio, non è mai iniziato. Continua ad aggravarsi, infatti, l’effetto dell’inverno demografico italiano sugli istituti del paese: sono addirittura mille quelli costretti a chiudere negli ultimi dieci anni per mancanza di studenti (e questo senza considerare le scuole paritarie). Rispetto a nove anni fa, sono mancati all’appello quasi mezzo milione di alunni dei vari ordini e gradi. È la crisi di cui si occupa Piero Vietti nel servizio di copertina del numero di Tempi di ottobre 2025, già disponibile per gli abbonati nello sfogliatore digitale e in arrivo nelle case di chi ha scelto la formula full. Una crisi che non era certo imprevista, e che adesso bisogna per forza provare a trasformare in opportunità, come spiega al nostro mensile Francesco Manfredi, presidente di Indire.

Charlie e Erika Kirk, Putin e Xi, Macron e Merz

Ampio spazio nel nuovo numero del mensile è dedicato ai temi esteri. A cominciare dall’editoriale del direttore Emanuele Boffi sul profluvio di interpretazioni da cui siamo stati sommersi dopo l’omicidio negli Stati Uniti di Charlie Kirk, parole spesso vuote a cui si contrappongono quelle l’inaudite di perdono pronunciate dalla vedova nei confronti del presunto assassino. Dall’attentato contro Kirk prende spunto anche Mattia Ferraresi per una indagine sulle vere ragioni dietro il dilagare della violenza – politica e non solo – in America.

Leone Grotti scava invece nel progetto di nuovo ordine multipolare a cui lavorano Vladimir Putin e Xi Jinping con tutta la pazienza che ci vuole per tentare conciliare le divergenze spesso enormi tra i paesi non occidentali. Di divergenze si occupa anche nella sua analisi Rodolfo Casadei, ma in questo caso si tratta di quelle che allontanano sempre di più Parigi e Berlino, tanto da fare intravedere il tramonto dell’asse franco-tedesco che per tanti anni ha fatto il bello e il cattivo tempo in Europa.

Lavoro e produttività, la Lombardia e le sue imprese

Tornando in Italia, nel numero di Tempi di ottobre è ospitato un intervento dell’ex ministro Maurizio Sacconi che illustra ragioni e benefici della sua proposta di detassare il lavoro extra, valorizzandolo finalmente per quel che è: un contributo (in termini non solo di quantità ma anche di qualità) all’aumento della produttività, autentica manna in un’epoca di vacche magre per le casse dello Stato. Chiudono il capitolo del mensile dedicato al lavoro il presidente di Adapt Francesco Seghezzi, che spiega lo strano fenomeno di un tasso di occupazione che cresce ma soltanto grazie al traino degli over 50, e il segretario confederale della Cisl nazionale Mattia Pirulli, che rivendica il successo dell’approccio riformista del “sindacato bianco” alle battaglie per le retribuzioni.

Per la serie “Voci e visioni sul futuro di Milano”, poi, Lorenzo Margiotta ha intervistato per Tempi Marina Brambilla, rettrice della Statale, che illustra l’impegno dell’ateneo per fare riscoprire alla città la sua vocazione all’accoglienza dei talenti. E sempre a proposito di talenti, nel numero di ottobre del mensile c’è inoltre uno speciale di otto pagine sulla Regione Lombardia “culla“ delle startup, con un’intervista all’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi. Lombarda doc è anche Enervit, l’azienda super sportiva scelta da Tempi per la rubrica “L’Italia del buon lavoro” realizzata in collaborazione con la Cdo: Pietro Piccinini è andato a Erba (Como) a incontrare l’amministratore delegato Pino Sorbini, figlio del fondatore Paolo.

L’amore artificiale, l’unità dei cattolici

È affidato a Caterina Giojelli “il nocciolo della questione” del numero di Tempi di ottobre 2025. Si parla della nuova mania tutt’altro che innocua che vede sempre più persone “innamorarsi” del proprio chatbot costruito con l’intelligenza artificiale. L’antidoto? La promozione di «luoghi reali dove sperimentare amicizie autentiche», dice il prof di Ai della Bicocca Fabio Mercorio.

Tutto questo e altro ancora nel nuovo numero di Tempi. Comprese, come sempre, le rubriche delle nostre firme: Giancarlo Cesana spiega perché don Giussani – remando controcorrente – raccomandava ai cattolici “pluralismo nella Chiesa, unità in politica”; Lorenzo Malagola ricorda le ragioni che lo hanno spinto a firmare con Maurizio Lupi una proposta di legge per il ripristino della festa di san Francesco d’Assisi; Renato Farina celebra l’incontro tra Leone XIV e il “papa armeno” Karekin II; Simone Fortunato pesca nel catalogo Prime Video un capolavoro chiamato Heimat. E ancora Marina Corradi, Pier Paolo Bellini, Berlicche. E infine, last but not least, Leone Grotti che per i trent’anni di Tempi scrive che per lui questo giornale è più giovane oggi che nel 1995.

Il numero di Tempi di ottobre 2025 è in arrivo nelle case degli abbonati, che nell’attesa possono già sfogliarlo in formato digitale nell’area riservata del sito. I non abbonati, invece, cosa aspettano ad abbonarsi?

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