Bot, ius soli e unioni civili. Iniziamo bene. Lupi: «Ncd non accetta nuove tasse»

Imprudenti dichiarazioni del sottosegretario Delrio, smentite da Palazzo Chigi e contestate anche dagli alleati. Ma fanno discutere anche altre priorità di Renzi

Per ora siamo solo agli annunci, ma certo essi appaiono perlomeno imprudenti. Il governo non è ancora passato per la fiducia al Senato, ma già ci sono le prime polemiche, soprattutto per le parole – poi ridimensionate in serata – di Graziano Delrio, il sottosegretario alla presidenza del governo Renzi. Delrio, intervenendo alla trasmissione In mezz’ora su Rai3, ha dichiarato che il nuovo esecutivo non punterà su una nuova patrimoniale né sforerà il patto del 3 per cento Debito-Pil, ma che reperirà risorse tassando i Bot. Iniziamo bene, verrebbe da dire. Secondo Delrio «se una signora anziana ha messo da parte 100 mila euro in Bot non credo che se le togli 25 o 30 euro ne avrà problemi di salute». In serata è arrivata la smentita di Palazzo Chigi, ma certo l’impressione è che – nel giorno della fiducia e a pochi giorni di una nuova emissioni di titoli di Stato – le ineffabili dichiarazioni del sottosegretario siano un autogol.

LUPI: NO A NUOVE TASSE. Ne è convinto, ad esempio, Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture, che oggi sul Corriere della Sera definisce «sbagliato nel metodo e nel merito» l’annuncio di Delrio. Pronti via e annunciare nuove tasse non è il massimo dell’intelligenza e, dice Lupi, «il Nuovo centrodestra non potrebbe accettarlo». «Il primo nostro atto – spiega – non può essere una nuova tassa, ne paghiamo già tante. E poi, tassare i risparmi delle famiglie che hanno creduto nello Stato? No, assolutamente no. Nel metodo poi, voglio credere che si tratti di una battuta. Ma se lo è, è battuta che crea sconcerto, tanto più perché arriva da una persona seria e autorevole come il sottosegretario alla presidenza del Consiglio». Secondo Lupi, il patto tra il Pd di Renzi e quello Ncd di Alfano si basa su tre pilastri: «Primo, no ad un aumento della pressione fiscale ma diminuzione. Secondo, riforma della burocrazia. Terzo, nuove politiche sul lavoro incentrate su una maggiore flessibilità in entrata e, per compensare quella in uscita, migliori sistemi di ammortizzazione sociale».

IUS SOLI E UNIONI CIVILI. Sempre a proposito di annunci, altri campanelli di allarme sono suonati a proposito di ius soli e unioni di fatto. Anche in questo caso, ci sono già le prime frizioni tra il Pd e Ncd dopo l’annuncio che i due temi sono una «priorità» per il governo. Il Corriere racconta di una telefonata tra Renzi e Alfano: «Renzi, nel colloquio, ha “rassicurato” l’alleato: “Su ius soli e unioni civili non faremo forzature”, la promessa. E Alfano? “Gli è venuto in mente lo “stai sereno” detto a Letta…”, replicano i suoi. Battute a parte, però, il tema è delicato e, fanno sapere dal Nazareno, sede del Pd, “dovrebbe essere accennato dal premier anche nel discorso di insediamento”».