Tar annulla elezioni in Piemonte (a ‘sto punto nominiamo Chiamparino senza nemmeno andare a votare)

Accettato a tre anni dalle elezioni il ricorso di Mercedes Bresso (Pd). Ora dovrà esprimersi il Consiglio di Stato, cui la Regione farà ricorso

Secondo i giudici il Piemonte deve tornare alle urne. Il Tar della regione ha, infatti, deciso di accettare il ricorso che era stato presentato dall’ex presidente Mercedes Bresso (Pd). La democratica aveva chiesto l’annullamento del risultato elettorale a causa di irregolarità commesse nella raccolta delle firme dalla lista Pensionati per Cota. Il consigliere regionale espresso dalla lista, Michele Giovine, è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione a due anni e otto mesi. Così, a tre anni dal risultato, la Regione dovrebbe tornare al voto, anche se l’ultima parola spetta al Consiglio di Stato, organo al quale la Regione ricorrerà per annullare la sentenza. L’attuale presidente Roberto Cota (Lega Nord), ha dichiarato: «Faremo ricorso al Consiglio di Stato contro questa vergognosa sentenza e io continuerò a fare il governatore. Chiederemo giustizia e lavorerò per costruire, nell’interesse dei piemontesi».

COTA: «HO TURBATO EQUILIBRI». In una recente intervista al settimanale Tempi, Cota, a proposito di questo e altri attacchi alla sua amministrazione, aveva detto: «Ho subito capito che la mia elezione aveva turbato gli equilibri di potere, specialmente nell’ambito della città di Torino». E proprio da Torino, sperano i suoi oppositori, potrebbe arrivare chi lo sostituirà: Sergio Chiamparino. Guarda un po’. Idea brillante? Chissà. Il sindaco Chiamparino ha lasciato Torino in mutande e il suo erede Fassino neanche con i salti mortali riesce a ripianare i bilanci. Però Chiamparino si presenta meglio della zarina, accusata dalla Corte dei Conti di aver nascosto parte di un debito che sotto la sua gestione, dal 2006 al 2010, è cresciuto del 64,4 per cento: passando da 3 miliardi e mezzo a quasi 6 miliardi.

IPOTESI COMMISSARIAMENTO. In conferenza stampa, il governatore Cota ha commentato la sentenza anticipando che «chiederemo giustizia. Io continuerò a fare il governatore, lavorerò nell’interesse dei piemontesi». Nella conferenza, che si è tenuta nel primo pomeriggio, Cota ha ribadito di essere «oggetto di una persecuzione senza pari da parte della sinistra che non riesce a vincere e cerca di ribaltare il risultato con l’arma giudiziaria». Il governatore intende ovviamente presentare ricorso al Consiglio di Stato, e può impugnare il ricorso immediatamente, anche senza attendere il deposito delle motivazioni. Ma la decisione del Tribunale amministrativo piemontese, presieduto da Lanfranco Balucani (a latere Paola Malanetto e Giovanni Pescatore), comporta la decandenza immediata della giunta e la sospensione di tutta l’attività in corso. Secondo il costituzionalista alla Luiss Gino Scaccia, intervistato dal Sole 24 Ore, «anche se non conosco le carte, mi pare che l’ipotesi più plausibile al momento è che il Governo nomini un commissario per svolgere l’attività di ordinaria amministrazione, o un prefetto esterno, con tre o quattro funzionari governativi, prepari le elezioni». Le nuove consultazioni dovrebbero tenersi, in questo caso, a primavera.

CHIAMPARINO SI PREPARA, LA LEGA SCENDE IN PIAZZA. Intanto l’attuale presidente di Compagnia di San Paolo, Sergio Chiamparino (Pd) ha già dato la sua disponibilità alla candidatura: «Se nei prossimi mesi si andrà al voto anticipato per la Regione Piemonte vi sarà la mia disponibilità ad un eventuale candidatura alla presidenza. Naturalmente  non dipenderà solo da me» ha detto l’ex sindaco di Torino, che pochi istanti dopo ha già ricevuto la benedizione del segretario Pd Matteo Renzi. Curiosità vuole che Chiamparino, proprio ieri, sia uscito del tutto indenne dall’indagine della procura di Torino sui gestori dei locali dei Murazzi per la quale era stato inizialmente indagato, e quindi tranquillamente può lavorare alle prossime elezioni. La Lega, il partito di Cota, intanto ha annunciato di voler scendere in piazza. Il segretario Matteo Salvini, definendo la sentenza «Un attacco alla democrazia» ha annunciato la ricandidatura di Cota «A testa alta» e una manifestazione in piazza Torino domani che si intitolerà “Giù le mani dal Piemonte”, «perché – ha spiegato Salvini – c’è tanta gente incazzata».