Roberto Formigoni
Roberto Formigoni, governatore della Lombardia, risponde alle domande di Tempi. «Il programma del governo Monti è un totus oeconomicus. Non può e non deve contenere riforme istituzionali che sono compito della politica. Siamo contrari a una patrimoniale pesante, un aggiustamento del sistema pensionistico invece è una cosa accettabile»
Anticipiamo alcuni stralci dell'intervista che apparirà sul numero 46 di Tempi in edicola da domani. Per il governatore lombardo «sarà necessario fare una riforma elettorale prima di andare alle prossime elezioni». «No a patrimoniale pesante, sì a un aggiustamento delle pensioni». «Siamo bipolaristi, ma vogliamo le preferenze». Io candidato Pdl? «Vedremo. C'è una mia disponibilità»
Bersani: «Grande coalizione», Prodi: «Un governo tecnico è una sconfitta per la politica», Veltroni: «Urne ora? Follia», Di Pietro: «No a Monti». Sacconi: «No alla guida di un tecnocrate», Formigoni: «Mario Monti? Linea imposta dai fatti», Meloni: «No a governi tecnici», Lupi: «Meglio un governo di unità nazionale»
Roberto Formigoni chiarisce di non essere interessato a cariche da ministro nel possibile "Governo Monti". «Non ho chiesto di farne parte, dovrò deludere chi si aspetta una successione in Lombardia». Ieri era a Porta a Porta. Oggi, sul Corriere della Sera, Maurizio Lupi dice di essere per le larghe intese, ma contro l'inciucio e il ribaltone
Spero che Formigoni non si fermi nella sua azione di critica iniziata sui tagli alle autonomie virtuose, e poi estesa a Pdl e governo. Mi auguro che vada avanti senza curarsi di chi alimenta veleni e vendette. Anticipiamo l'articolo di Oscar Giannino che uscirà sul numero 45/2011 di Tempi da giovedì in edicola
Consensi a picco, elettorato confuso, magistratura alle calcagna. Che cosa può e deve fare Silvio Berlusconi per cavalcare le difficoltà anziché subirle? Interviste ai sondaggisti Antonio Noto, Nicola Piepoli, Alessandro Amadori. Suggerimenti per qualche inaudita mossa a sorpresa. Ripubblichiamo l'articolo uscito su Tempi n. 39/2011
Il governatore lombardo continua a spingere affinché il partito si rinnovi e faccia congressi veri. E sulla stabilità della maggioranza in Parlamento dice: «Sarà la prova dei numeri a stabilire cosa accadrà: se questo Governo non dovesse avere i numeri per varare i provvedimenti, l'unica strada da percorrere sarebbero le elezioni».
Raffaello Vignali parla a tutto campo a Radio Tempi: dalle pensioni, alle tensioni tra Berlusconi e Bossi, dal tesseramento nel Pdl allo Statuto delle Imprese, finalmente vicino all'approvazione: «E' un disegno di legge che contiamo di chiudere definitivamente alla Camera in massimo tre settimane. Creerà un ambiente favorevole per le pmi»