Germania
Capeggiati da Italia, Regno Unito e Olanda, i premier di 12 paesi chiedono attraverso una lettera «un piano di crescita per l'Europa». Nuovi temi, diversi da quelli di deficit e debito, sono stati inseriti nell'agenda dei prossimi vertici Ue. Merkel e Sarkozy sono avvisati: l'Europa vuole cambiare rotta.
Berlino ha accettato di fare un passo indietro sul Fiscal compact, il Trattato che sarà ratificato il prossimo 1 marzo in Europa. L'Italia ha esultato ma siamo sicuri che la Germania non chiederà nulla in cambio? Con molta probabilità Roma sarà obbligata a chiedere aiuto al Fmi, che un mese fa già dichiarava: «L'Italia non può farcela da sola».
Nella sua trasmissione Nove in punto, la versione di Oscar su Radio24, Oscar Giannino, indagando quale riforma del lavoro l'Italia potrebbe adottare, spiega quella tedesca di Peter Hartz, che con quattro modifiche ha creato 2,5 milioni di posti di lavoro. Il ministro Fornero potrebbero ricavarne ottimi spunti.
Il fondo salva-stati (Efs) per quanto se ne sa ora sarà dotato di 700 miliardi di euro e una capacità di prestito per 500. L'Italia potrà attingere al fondo e così, come in una sorta di do ut des economico, bilanciare il rigorismo tedesco, la cui impronta rimane su tutto il Trattato europeo. Intato i titoli delle banche vanno bene e lo spread scende
Il Financial Times ha rivelato nei giorni scorsi che la Germania avrebbe proposto di affidare la gestione delle politiche di bilancio greche a un commissario europeo. Il docente di Storia economica Giulio Sapelli commenta a tempi.it: «È inammissibile che la proposta venga fatta con un'indicazione arrogante da un paese che si è ricostruito grazie agli aiuti europei».
Oggi i capi di Stato dell'Ue si riuniscono per un Consiglio straordinario. il premier Mario Monti ha l'obiettivo di far attenuare il piano di rientro dei debiti eccessivi nell'accordo sul patto di maggiore disciplina di bilancio ed evitare sanzioni automatiche per chi non lo rispetta. Ma la Germania ha già chiesto di commissariare la Grecia
Il direttore del Dipartimento degli affari di bilancio dell'Fmi, Carlo Cottarelli, ha detto che «l'Italia non ce la può fare da sola». Poi la frase è stata smentita. Bene «la forte correzione dei conti» fatta dal governo, «ma ora servono le riforme strutturali». Si prospetta un'Europa a due monete. Una forte (Francia e Germania) e una debole (Spagna, Grecia, Portogallo e Italia).
Non sono agenzie di rating serve della Cia né perfidie tedesche a metterci in ginocchio. Oscar Giannino punta il dito contro il “keynesismo all’amatriciana” che da decenni imposta la politica economica italiana sulla spesa pubblica. Perché c’è un perverso filo rosso che lega Visco, Tremonti e Monti. E non fa crescere il paese