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Berlino ha accettato di fare un passo indietro sul Fiscal compact, il Trattato che sarà ratificato il prossimo 1 marzo in Europa. L'Italia ha esultato ma siamo sicuri che la Germania non chiederà nulla in cambio? Con molta probabilità Roma sarà obbligata a chiedere aiuto al Fmi, che un mese fa già dichiarava: «L'Italia non può farcela da sola».
Il direttore del Dipartimento degli affari di bilancio dell'Fmi, Carlo Cottarelli, ha detto che «l'Italia non ce la può fare da sola». Poi la frase è stata smentita. Bene «la forte correzione dei conti» fatta dal governo, «ma ora servono le riforme strutturali». Si prospetta un'Europa a due monete. Una forte (Francia e Germania) e una debole (Spagna, Grecia, Portogallo e Italia).
Tempi.it ha intervistato il docente ungherese György Domokos e Filippo Farkas, presidente dell’associazione Cdo Hungary. Entrambi sostengono che «parlare di dittatura è assolutamente un errore» e che un governo forte non può che aiutare il paese a risollevarsi dalla crisi. Che non si risolve scrivendo in Costituzione "Dio non esiste"
Per evitare manovre da 50 miliardi di euro l'anno, l'Italia propone emendamenti al Trattato europeo. Per David Carretta, corrispondente a Bruxelles per Radio Radicale, siamo in ritardo e abbiamo problemi più urgenti: «Ci faranno pressione perché chiediamo un prestito al Fmi, come ha dovuto fare l'Irlanda»
Pubblichiamo la nota apparsa sul sito del giornalista e nostro collaboratore Oscar Giannino cui è stato impedito l'accesso all’Università Statale di Milano (video). «Una bella doccia di pomodori pelati, qualche uovo. Nessuna possibilità di interloquire». Pubblichiamo anche il suo articolo che appare sul numero 48/2011 di Tempi, in edicola questa settimana
Troppa volatilità, pochi acquirenti. Vengono i brividi al pensiero che nei prossimi cinque mesi andranno a scadenza 121 emissioni per la spaventosa cifra (tra interessi e capitale) di 202 miliardi di euro. Pubblichiamo in anteprima l'editoriale finanziario di Alessandro Frigerio (RMJ Sgr) che apparirà sul numero di Tempi 47/2001, in edicola da giovedì 24 novembre
L'egoismo dei greci è la nemesi dell'egoismo franco-tedesco che è congenito a tutti i piani di “salvataggio” del paese ellenico. Non a salvarla hanno pensato in questi mesi i paesi dell'euro, ma a salvare se stessi (Italia, Spagna, Portogallo e Irlanda) e le proprie banche (Francia e Germania) esposte con Atene
Stefano Zurlo fa un parallelo tra la giustizia americana e quella italiana: «Negli Usa è il procuratore che verifica l'attendibilità del testimone, perché altrimenti lo fa la difesa, visto che sono alla pari. In Italia non è così. Poi in America chi sbaglia si dimette, come ha fatto Lisa Friel, in Italia invece non si dimette mai nessuno, anche davanti a errori colossali delle procure»