Terzo Polo a fine corsa? Vedremo. Quel che è certo è che la “competenza” non è un progetto politico. E poi, se va male, accusare gli elettori di «sbagliare a votare»
Con un sistema elettorale che mette di più al centro le singole persone, gli elettori hanno scelto non chi li rappresenta meglio, ma chi secondo loro potrebbe governare meglio. Perché non fare così anche a livello nazionale?
Rassegna ragionata dal web su: la crisi del centrosinistra e quella dello Stato; l'astensione figlia del commissariamento della democrazia voluto da Napolitano; il qualunquismo tecnocratico di Calenda; l'atlantismo di Meloni che piace agli Usa
Carlo Calenda non si capacita della vittoria del centrodestra in Lombardia, una Regione così mal governata che pare impossibile che sia da quasi trent'anni sempre in mano alla stessa coalizione
A Milano sono in campo 6 candidati (che hanno ricette simili e che si rivolgono alla stessa fetta di elettorato) in 6 partiti diversi. Vogliamo farci una domanda?
Perché dovrei votare uno schieramento come quello della Moratti che in Regione Lombardia sarà costretto ad un ruolo di opposizione vita natural durante? Lettera a Tempi
Rassegna ragionata dal web su: il rischio di implosione di un terzo polo costruito con “risentiti & avanzati”, un viatico dall’Europa per la Meloni, eccessi di retorica su Agnelli
La deriva estremista e grillesca del Pd ha permesso al terzo polo di affermarsi. E lo spazio per prosperare non manca. Ecco come Renzi e Calenda possono conquistarlo (non certo facendo gli “esperti”)
Rassegna ragionata dal web su: il problema di fondo dell’ammucchiata calendian-renziana, il riformismo perduto dal centrosinistra, gli obiettivi poco chiari di Berlusconi