Il figlio del governatore del Punjab ucciso per aver criticato la legge antiblasfemia, è stato rapito un anno fa da un gruppo di islamisti. E l'Occidente si è dimenticato di lui
Secondo la perizia medica Rimsha, che si trova ancora in carcere dopo le accuse di aver bruciato pagine del Corano, ha tra i 13 e i 14 anni, non è educata e presenta un ritardo. Sarà giudicata dal tribunale minorile. L'avvocato ha chiesto la libertà su cauzione.
«È la prima volta nella storia del Pakistan che la comunità musulmana e quella dei religiosi si schiera in difesa di un non musulmano. Insieme chiediamo giustizia e la fine degli abusi della legge sulla blasfemia».
«Bisogna chiedere la liberazione di Rimsha. E l'abolizione integrale della legge sulla blasfemia. Bene che i giornali ne parlino. Ma con cognizione di causa». Intervista a Peter Jacob della Chiesa cattolica pakistana
Non si sa se il fatto sia vero, ma la piccola rischia l'ergastolo o la morte. Scarsa la mobilitazione per un episodio scandaloso. Solo Paul Bhatti, fratello di Shahbaz, sta facendo qualcosa. il precedente di Asia Bibi
Intervista a Peter Jacob, segretario esecutivo della Ncjp, Commissione della Chiesa cattolica pakistana, che si batte contro la blasfemia: «Casi orchestrati ad arte come per Asia Bibi, che però sta bene».
Munir Masih e sua moglie Ruqayya hanno sei figli. Knaul, inviata Onu per l'indipendenza dei giudici: «I giudici condannano per blasfemia anche in mancanza di prove perché hanno paura degli estremisti».
Asia Bibi, madre cristiana, è stata condannata nel novembre del 2009 in Pakistan per false accuse di blasfemia. Ora attende la sentenza della corte d'appello in carcere. All'Onu 50 attivisti hanno presentato una petizione per liberarla.
Nel cartone animato c'è una breve scena dove Dio è personificato. Gli estremisti salafiti hanno attaccato la casa del direttore Nabil Karoui e l'hanno accusato. Al processo, giornalista e docente universitario sono stati pestati perché lo difendevano.