Svizzera, referendum sul reddito di base “incondizionato” da 2 mila euro lordi per tutti. Una sola condizione: essere vivi

Il voto si terrà nel 2015 o 2016. E sancisce il «diritto al non lavoro» o, detto altrimenti, «all’esistenza in dignità indipendentemente dall’attivista svolta o non svolta»

Il “reddito di cittadinanza” proposta dai grillini in Italia impallidisce di fronte alla proposta su cui i cittadini svizzeri dovranno pronunciarsi con un referendum propositivo: un reddito pagato dallo Stato a ogni cittadino tutti i mesi a prescindere sia dalle sue condizioni economiche sia dalla sua situazione lavorativa. Un reddito minimo “incondizionato” a vita, insomma, che il New York Times ha commentato così: «La proposta svizzera di pagare le persone per il fatto di essere vive».

«DIRITTO AL NON LAVORO». Gli organizzatori dell’iniziativa popolare, denominata “Per un reddito di base incondizionato”, hanno raccolto 126 mila firme valide, più delle 100 mila necessarie per convalidare la proposta, e secondo quanto riportato da TMNews la popolazione si dovrà esprimere in materia nel 2015 0 2016. Se passerà, l’Assemblea federale svizzera sarà costretto a legiferare. Secondo uno degli organizzatori, il professore di scienze politiche all’Università di Zurigo e deputato del Partito socialista svizzero Nenad Stojanovic, «mentre spesso si parla di diritto al lavoro, qui invece si stabilirebbe il diritto al non lavoro: il diritto all’esistenza in dignità indipendentemente dall’attivista svolta o non svolta».
La proposta è quella di fissare il reddito, che percepirebbero tutti gli svizzeri maggiori di 18 anni, a una somma pari a 2.500 franchi al mese, circa 2 mila euro lordi. Una cifra non stratosferica se paragonata al costo della vita in Svizzera, dove la retta mensile di un asilo nido pubblico costa mille euro, e al salario medio che è pari a 6 mila euro lordi.

220 MILIARDI DI EURO L’ANNO. Il reddito minimo incondizionato, una sorta di diritto economico fondamentale, sarebbe per Stojanovic «una vera rivoluzione». Ma a quale prezzo? Se la proposta degli organizzatori passasse così com’è, ogni anno lo Stato dovrebbe sborsare 220 miliardi di euro, quasi la metà del Pil della Svizzera, che ammonta a 471 miliardi. La proposta potrebbe però non essere così assurda perché il reddito di base andrebbe a sostituirsi a tutti gli altri redditi.
Scrive TMNews: «Ad esempio chi percepisce un salario dalla sua impresa di 6.000 euro lordi al mese continuerebbe a ricevere quella cifra, ma l’azienda ne verserebbe solo 3.500 euro. Chi ha una pensione da 4.000 euro otterrebbe solo 1.500 euro. Il resto dalle casse della Confederazione. Ovviamente se uno dovesse perdere il lavoro continuerebbe a percepire i 2.500 franchi di base, secondo la proposta dei promotori».

SCETTICISMO. Secondo i promotori, dal momento che questo reddito andrebbe a sostituire anche tutte le forme di sovvenzioni, assistenza sociale o pensioni, la Confederazione ridurrebbe la spesa pubblica in modo drastico a circa 10 miliardi, 30 al massimo. Nel testo del referendum, però, non sarà indicata la cifra del reddito minimo, che in caso di approvazione sarà stabilita dal Parlamento. Contrariamente a quanto si possa pensare, sono in molti ad essersi schierati contro la proposta, sindacati compresi: si teme infatti che il lavoro possa essere disincentivato e le pensioni abolite.

@LeoneGrotti