Sventato attentato terroristico alla chiesa cristiana di Rafah dall’esercito egiziano

Una macchina contenente mitragliatrici, granate e lanciarazzi è stata trovata dall’esercito vicino alla chiesa cristiana copta di Rafah. Un’altra è scappata: timore per il Natale copto.

L’esercito egiziano ha sventato un attacco terroristico alla chiesa cristiana copta ortodossa di Rafah questa mattina. Le Forze armate hanno rilasciato un comunicato dove si legge che questa mattina una pattuglia dei militari ha individuato due veicoli parcheggiati tra la chiesa e un edificio in costruzione dell’esercito. Mentre i militari pattugliavano la zona, uno dei due veicoli è fuggito con diversi uomini mascherati al suo interno. L’altra macchina è stata bloccata (nella foto) e sono stati trovati due mitragliatrici, 50 proiettili, una granata a razzo e un lanciarazzi. La seconda macchina non è ancora stata ritrovata dall’esercito.

NATALE COPTO. L’esercito nel suo comunicato non ha indicato le prove che gli uomini volessero bombardare la chiesa cristiana di Rafah, ieri però sono iniziate le celebrazioni del Natale copto e l’esercito, rivela AsiaNews, ha disposto cordoni di sicurezza davanti alla cattedrale di S. Marco al Cairo e alla chiesa dei Santi di Alessandria, dove il 31 dicembre 2011 un commando ha fatto una strage, uccidendo 24 persone.

RIMPASTO DI GOVERNO. Ieri, intanto, dieci nuovi ministri hanno prestato giuramento nell’ambito del rimpasto di governo che era stato promesso dal presidente egiziano Mohammed Morsi dopo le proteste del mese scorso. I dicasteri più importanti che hanno cambiato guida sono quello dell’Interno, affidato al generale dell’esercito Mohamed Ibrahim e quello delle Finanze, dove è stato nominato el-Morsi el-Sayed Hegazy, un accademico specialista di finanza islamica e vicino ai Fratelli musulmani di Morsi. Il presidente ha così accentrato ancora di più nelle mani del suo partito il comando del paese, nominando altri tre ministri dei Fratelli Musulmani. La mossa dovrebbe anche servire a facilitare la trattativa con il Fondo monetario internazionale, che domani invierà alcuni emissari in Egitto per discutere un prestito da 4,8 miliardi di dollari al paese nordafricano, che ne ha un disperato bisogno per far ripartire l’economia.