L’idea “altruistica” di produrre embrioni con il Dna della pelle umana. L’impalpabilità di Tilly Norwood, attrice creata dall’Ai. Le ragazze massacrate in diretta social dai narcos argentini
Tilly Norwoord è un’attrice creata con l’intelligenza artificiale ed è stata presentata come «la prossima Scarlett Johansson» (foto da tillynorwood.com)
L’uso degli scudi umani in guerra è esecrabile. Riusciamo a riconoscere la stessa strategia orrenda in un contesto che sembra l’avamposto del progresso? Recentemente è stata diffusa una notizia la cui premessa suona così: «Oltre a offrire speranza a milioni di persone infertili, questo metodo consentirebbe alle coppie dello stesso sesso di avere un figlio geneticamente imparentato con entrambi i partner. Potrebbe aiutare le donne anziane che non hanno più ovuli vitali, gli uomini che non producono abbastanza spermatozoi o le persone rimaste sterili a causa di una terapia contro il cancro». Mandando avanti questo battaglione di scudi umani, insinuando l’idea che «lo si fa per loro», ecco il succo dell’ultima frontiera scientifica a cui sta lavorando un team di ricerca della Oregon Health and Science University: creare embrioni a partire dal Dna della pelle umana.
La sperimentazione prevede la presenza di un ovulo «donato» di cui si cancella il corredo genetico per ficcargli dentro il Dn...
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