Esserci
Il suicidio dei diritti
Ripartono le campagne per legalizzare la morte assistita. Ma più che una conquista sarebbe una sconfitta, la più disperata delle sconfitte
La legge sul suicidio assistito è tornata alla ribalta della cronaca, tra la fuga in avanti di Regione Lombardia e la discussione prevista in Senato il 3 giugno. Serve una legge per riconoscere il diritto ad eliminare la propria sofferenza, dicono.
Un diritto, dunque, da conquistare a prezzo di se stessi, a prezzo di perdere la vita: più che affermare un diritto è rinunciare a tutti i diritti.
Più che una vittoria pare una sconfitta, forse la più disperata delle sconfitte: quella di interrompere la vita non avendo nulla per cui valga la pena darla.
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