Il Medical Aid in Dying Act, la legge più sregolata nel suo genere, precetta chi cura i malati terminali nel business della morte assistita. Ma una coalizione di sanitari cattolici ricorre in giudizio per difendere la libertà di accompagnare la vita fino all'ultimo respiro
Una suora domenicana di Hawthorne assiste una malata di cancro nella Rosary Hill Home. New York (frame da un video sul canale You Tube Dominican Sisters of Hawthorne)
Venerdì scorso, nello stato di New York, una coalizione di operatori sanitari cattolici ha dovuto fare l'unica cosa rimasta per difendere fede, libertà e la ragione stessa del proprio lavoro: piantare una causa al tribunale federale di Albany contro la nuova legge statale sul suicidio assistito. A guidare la resistenza legale avviata dal Becket Fund for Religious Liberty, ci sono tredici querelanti. Tra loro spiccano il vescovo John O. Barres della diocesi di Rockville Centre, la rete Catholic Health e, soprattutto, alcune congregazioni religiose che rappresentano l'ossatura storica della carità americana: le Suore Domenicane di Hawthorne, le Piccole Sorelle dei Poveri, le Suore Carmelitane per gli Anziani e gli Infermi e le Suore Missionarie di San Benedetto.
Il casus belli è il Medical Aid in Dying Act, firmato a febbraio dalla governatrice Kathy Hochul e che entrerà in vigore il prossimo 5 agosto. Una legge che la Hochul ha salutato con la solita retorica dello Stato pietoso, dichia...
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