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Stranieri alle porte. E non è detto che sia un male

Di Rodolfo Casadei
19 Novembre 2025
Roberto Volpi snocciola in un libro i numeri impressionanti che il fenomeno dell’immigrazione è destinato a raggiungere anche in Italia. E qui spiega: «Le nostre debolezze possono essere punti di forza per l’integrazione»
Un gruppo di migranti in partenza da Gravelines, Francia, per tentare di attraversare il Canale della Manica a bordo di un gommone, 17 luglio 2025 (foto Ansa)
Un gruppo di migranti in partenza da Gravelines, Francia, per tentare di attraversare il Canale della Manica a bordo di un gommone, 17 luglio 2025 (foto Ansa)

Roberto Volpi è uno statistico che ha già scritto libri sulla crisi demografica italiana (Gli ultimi italiani e C’erano una volta i bambini). Torna in libreria con un saggio documentatissimo sulla questione delle migrazioni internazionali intitolato Terra promessa. Cosa rivelano i numeri dei migranti. E perché l’Europa vince sull’America. Gli abbiamo chiesto di illustrare alcuni passaggi qualificanti del suo testo. In Terra promessa si spiega che l’immigrazione è un fenomeno in accelerazione: l’incremento medio annuo dei migranti a livello mondiale è passato da 2,1 milioni nell’ultimo decennio del Novecento a 7,1 milioni annui nel quadriennio 2020-2024. A questo ritmo alla metà del secolo 300 milioni di migranti verrebbero a trovarsi nei paesi occidentali, dove diventerebbero il 25 per cento della popolazione. Il rischio di destabilizzazione dei paesi di accoglienza è molto alto?

No, non vedo veri, seri rischi di destabilizzazione, anche di fronte all’incremento che si prospetta dell...

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