Stop ai contanti per pagare gli affitti. Sforza Fogliani (Confedilizia): «Così si deprime il mercato immobiliare»

Per il presidente di Confedilizia Corrado Sforza Fogliani l’obbligo di pagare gli affitti tramite mezzi tracciabili «è una cosa fuori dal mondo che complica la vita alla stragrande maggioranza dei cittadini»

Grazie a un emendamento alla legge di stabilità agli inquilini sarà vietato pagare l’affitto in contanti ma solo in banca tramite mezzi tracciabili. La misura solleva perplessità tra gli addetti ai lavori, come Corrado Sforza Fogliani (nella foto), presidente di Confedilizia: è l’ennesimo pasticcio dei «parlamentari italiani che non valutano mai preventivamente costi e benefici dei loro interventi».

Presidente, così non si corre il rischio che aumentino gli affitti “in nero”?
Non credo sia questo il problema, anche perché già oggi la maggioranza dei canoni di locazione, soprattutto quelli più consistenti, viene pagata tramite sistemi tracciabili. Tanto è vero che nei nostri contratti tipo non viene nemmeno più inserita quella clausola che prevedeva il pagamento, qualora questo fosse avvenuto in contanti, direttamente al domicilio del locatore. Forse il contenuto dell’emendamento è stato enfatizzato.

Potrebbero crescere i contratti di comodato gratuito?
Al contrario, la legge di stabilità disincentiva il comodato gratuito e comunque io penso che non siano più del 4-5 per cento coloro i quali si appoggiano al comodato gratuito per appropriarsi dei benefici fiscali di due prime case, anziché di una prima e una seconda. Il problema più grave mi sembra un altro.

Quale?
In questo paese, ancora una volta, il legislatore, con l’intento di contrastare l’evasione fiscale di pochi (che sarà al massimo il 10-15 per cento del totale dei contratti), ha scelto di complicare la vita alla stragrande maggioranza dei cittadini onesti. I quali, dovendo pagare obbligatoriamente tramite bonifico in banca, sono oberati dell’ennesimo nuovo adempimento. Mentre quelli che già pagano in nero l’affitto non sono affatto scoraggiati.

Chi ne fa maggiormente le spese?
Penso a chi, come molti immigrati, studenti, lavoratori precari o anziani rimasti soli, si vedrà costretto a dover aprire un conto corrente solo per pagare l’affitto. Senza poter contare sulla stabilità di un’attività certa, ma dovendo sicuramente spendere ancora una volta di più di quanto poteva pensare. Sempre che la banca decida di aprirgliene uno.

Chi è in affitto in una casa popolare, però, potrà ancora pagare l’affitto in contanti. Come mai?
Si capisce che il pubblico pensa a delle complicazioni solo per gli altri. Tra di loro, invece, non ci pensano nemmeno. Anche se i fenomeni di corruttela non mancano affatto negli alloggi popolari.

L’emendamento non prevede una soglia a partire dalla quale sarà impossibile pagare in contanti. Come mai?
Non saprei… certo è, però, che non essendoci un limite verso il basso l’effetto della norma sarà ulteriormente depressivo per il mercato immobiliare che, vale la pena ricordarlo, è fermo da tempo: nessuno compra, nessuno vende.

Insomma, è un emendamento che si poteva evitare?
Non vorrei che il limite al contante e il conseguente obbligo di pagare tramite mezzi tracciabili possa fare da apripista ed essere esteso ad altri ambiti. Una prospettiva che forse piacerà ai partigiani di questa soluzione, ma che francamente mi sembra una cosa fuori dal mondo. Ma c’è dell’altro.

Cosa?
La prima parte dell’emendamento, che consente ai Comuni, in funzione di monitoraggio e contrasto all’evasione, di richiedere agli amministratori di condominio il registro di anagrafe condominiale e civile, è indubbiamente una soluzione utile per contrastare gli evasori totali. Ma non servirà molto nella lotta contro gli evasori parziali, che dichiarano solo una parte del canone percepito.