Steve Jobs si dimette da ceo di Apple. E’ la fine di un’epoca?

Con una lettera ai suoi dipendenti Steve Jobs ha annunciato il suo addio a Apple. Il titolo in borsa ha retto il colpo, ma la vera domanda è: riuscirà Tim Cook, il nuovo amministratore delegato, a sostituire degnamente il guru della mela morsicata nel cuore dei nerd di tutto il mondo?

Sarà dura per Tim Cooks ricoprire il ruolo di ceo dopo l’addio a mezzo lettera di Steve Jobs, e soprattutto sostituire il guru nei cuori di tutti i nerd del mondo. Alla prossima maxi conferenza Apple per il lancio di un nuovo prodotto, sarà automatico aspettarsi un altro con la divisa d’ordinanza di Jobs, composta da maglioncino nero, jeans Levi’s e sneakers. Di conferenza in conferenza negli ultimi anni Steve appariva sempre più magro e invecchiato, ma sempre più geniale. Solo negli anni zero, sono arrivati i prodotti tecnologici più rivoluzionari di sempre. L’iPod, il lettore musicale digitale che funziona con l’intuitivo software iTunes, nel 2001. L’iPhone, nel 2007, ormai a un passo dalla quinta versione. Infine l’iPad, il tablet Apple che ha sbaragliato tutti gli altri concorrenti (sul mercato e in tribunale).

 

Per il momento il titolo in borsa regge, e crediamo che sarà lo stesso anche per il numero di prodotti venduti, visto che c’è già chi, come il fanatico Rob Shoesmith, ha addirittura inaugurato un sito in cui potersi registrare a una coda “virtuale” per acquistare l’ennesima meraviglia tecnologica targata Apple. In rete poi girano numerose top ten dedicate a Jobs, dai migliori discorsi, alle più geniali invenzioni, alle frasi più accattivanti. A detta nostra, rimane insuperabile la gag del caffè Starbucks, avvenuta durante la presentazione dell’iPhone, per dimostrare che effettivamente l’apparecchio fosse in grado di telefonare (Steve compose il numero di un punto vendita della catena americana e chiese 4 mila caffè da asporto. Dall’altra parte della cornetta, il silenzio della commessa).