Stanno venendo fuori al naturale

Tre video – un documentario, un dibattito tv con Costanza Miriano e un servizio delle Iene – mostrano bene cosa accadrà con il passaggio della legge Cirinnà in Italia

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Stanno venendo fuori al naturale. In questi giorni in cui si dibatte di unioni civili e ddl Cirinnà, di utero in affitto e stepchild adoption, non vanno sottovalutate le parole di chi è favorevole alla proposta di legge al vaglio del Senato. C’è da dire che, per come se ne parla generalmente nei dibattiti televisivi, si capisce subito dove si voglia andare a parare. Ma non tutto il male vien per nuocere, anzi.

Qualche giorno fa, abbiamo pubblicato sul nostro sito un video. Si tratta di Google Baby (uno spezzone è stato mandato in onda anche durante il Family Day) che è un documentario realizzato nel 2009 dalla regista israeliana Zippi Brand Frank (donna che ha avuto una figlia con inseminazione artificiale). Da che parte batta il cuore della regista è facilmente desumibile. Ma la cosa interessante è che, come spesso capita nelle operazioni ideologiche, c’è sempre uno spiffero di verità che sfugge alle intenzioni dei suoi propugnatori. Qui è testimoniato da quella madre indiana che, un attimo dopo il parto, si lascia scappare questa frase: «Quando verrà il momento di consegnare il bambino farò finta di essere felice».

Un altro esempio? Solo qualche giorno fa, la giornalista Costanza Miriano ha partecipato a un dibattito televisivo su La 7. Qui le è stato spiegato che «la madre è un concetto antropologico».

E le Iene, nella puntata di ieri, 2 febbraio, hanno proposto un’intervista doppia a Sergio Lo Giudice, senatore Pd e presidente onorario dell’Arcigay, e a suo marito Michele Giarratano. Anche in questo caso, al di là dell’intento delle Iene e se guardato con occhi critici, il servizio è la miglior conferma di quanto la piazza del Family Day diceva qualche giorno fa. Le unioni civili, attraverso la stepchild adoption (cui Lo Giudice ricorrerà), favoriranno il ricorso all’utero in affitto, per ora vietato in Italia (ma fino a quando?). E che i bambini con tali pratiche si ordinano, si pagano, vengono programmaticamente sottratti alla madre (o “concetto antropologico” che dir si voglia).


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