Stamina, chiusa l’inchiesta. Vannoni accusato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa

Tra gli altri, risultano indagati anche il vice di Vannoni, Marino Andolina, e Gianfranco Merizzi, industriale e presidente dell’azienda farmaceutica Medestea

Si è chiusa l’inchiesta su Stamina. Questa mattina la procura di Torino ha chiuso le indagini. Tra i venti indagati compare anche il nome di Davide Vannoni, fondatore di Stamina, che è accusato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata dall’essere in danno al servizio sanitario nazionale, somministrazione pericolosa di farmaci, esercizio abusivo della professione medica, violazione della privacy (per i video sui malati “guariti”) e altri reati minori.
Tra gli altri, risultano indagati anche il vice di Vannoni, Marino Andolina, e Gianfranco Merizzi, industriale e presidente dell’azienda farmaceutica Medestea, oltre a neurologi, biologi, otto medici degli Spedali di Brescia un membro dell’Aifa, l’Associazione italiana del farmaco.

PRESSIONE MEDIATICA. Secondo il Corriere «pare sia molto importante la testimonianza di un medico dell’Aifa, l’associazione italiana del farmaco, che ha riferito ai magistrati torinesi di aver dato il via libera alla somministrazione pur sapendo bene che non c’era alcuna prova scientifica dell’efficienza del metodo Stamina. Ne era consapevole, ma avrebbe acconsentito sulla base dell’enorme pressione mediatica che si era creata a favore della creatura di Vannoni».
Vannoni, che si è candidato alle elezioni Europee, per ora non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Ma dovrà rispondere dei suoi “metodi miracolosi”, con cui prometteva di portare a guarigione malati altrimenti incurabili.