Il giornalista del Corriere attacca il ddl per limitare le ore di lezione gender in classe. Una lezioncina con molte sciocchezze e poca logica
Carlo Verdelli (Ansa)
Conoscete Carlo Verdelli? Forse sì, forse no. Neanche io lo avevo tanto presente quando mi sono imbattuto in lui per la recente polemica sull'emendamento per limitare l’educazione sessuale nelle scuole. Dunque, Verdelli (da non confondere con i limoni verdelli di Sicilia anche se ha dell’acidino di suo, e per di più un po’ spremutino è) interviene sul Corriere della sera e subito si impone all’attenzione per la stringente logica con cui ha saputo condensare in pochissime righe una quantità inimmaginabile di sciocchezze.
Il suo, si può dire, per come lo ha espresso sul Corriere, non è un pensiero ma una summa, una valanga che quando inizia a rotolare trascina tutto con sé. Provate a seguirlo lungo la china della sua precipitosa logica se vi riesce:
«L'allergia alla sigla LBGTQ ha spronato tanti fedeli alleati a usare quella sigla come indicazione di un nemico da combattere, un virus da estirpare da una società che si vuole sana, forte, cristiana, fiocco rosa o azzurro e stop. E chi de...
Contenuto riservato agli abbonati
Light
Il quotidiano online per i nuovi abbonati
Digitale
Il quotidiano online + il mensile digitale
Full
Il quotidiano online + il mensile digitale e cartaceo