I segnali di un raffreddamento della tensione tra Europa e Stati Uniti sulle tariffe, il vero bersaglio dell’offensiva commerciale di Trump, il limite di fondo del tycoon. Rassegna ragionata dal web
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen con il presidente americano Donald Trump al World Economic Forum 2020 a Davos (foto Ansa)
Sul sito di Tgcom24 si scrive: «La Casa Bianca sta restringendo il suo approccio alle tariffe che entreranno in vigore il 2 aprile, probabilmente omettendo almeno in quella data una serie di dazi specifici per settori come automobili, prodotti farmaceutici e semiconduttori. Lo scrivono il Wall Street Journal e Bloomberg, confermando che il 2 aprile scatteranno comunque i dazi reciproci. E Trump chiarisce: “Su auto, alluminio e farmaci annuncerò nel prossimo futuro i dazi”».
Il lavoro di Giorgia Meloni, d’intesa innanzi tutto con Keir Starmer, nel frenare lo scontro frontale con gli Stati Uniti sui dazi, nonostante le tante sparate retoriche in circolazione (anche – per così dire – autorevoli) e la diplomazia allo sbando di JD Vance, mi pare che stia dando alcuni frutti.
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Su Startmag David Carretta scrive: «La ragione ufficiale è “allineare il calendario” per i vecchi dazi alle nuove contromisure che l’Ue introdurrà entro fine ad aprile. In questo modo la Commissione potrà “consult...
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