«Sono entrato nell’inferno di Notre-Dame in fiamme e ho salvato la Corona di spine»

La testimonianza del cappellano dei pompieri, Jean-Marc Fournier: «C’erano fumo e cascate di fuoco che cadevano dall’alto. Quando temevamo crollasse tutto, ho benedetto la cattedrale»

Pubblichiamo una nostra traduzione della testimonianza rilasciata a Kto da Jean-Marc Fournier. Il sacerdote, cappellano dei pompieri di Parigi, ha salvato dalla cattedrale di Notre-Dame in fiamme la reliquia della Corona di spine e il Santissimo Sacramento.

Sono il cappellano che era in servizio il 15 aprile quando è scoppiato un incendio straordinario alla cattedrale Notre-Dame di Parigi. Mi hanno chiamato, sono arrivato subito e due cose mi sono sembrate essenziali da compiere immediatamente: salvare quel tesoro inestimabile che è la Corona di spine e poi salvare Gesù presente nel Santissimo Sacramento.

Entrando nella cattedrale c’era del fumo ma non era ancora rovente. Abbiamo avuto una visione infernale, cioè cascate di fuoco che cadevano dall’alto sia dall’apertura causata dal crollo della volta ma anche da altre.

Accompagnato da un mio superiore la difficoltà per noi era quella di trovare la persona che sapeva come aprire lo scrigno dove era preservata la santa reliquia. Mentre cercavamo la persona incaricata, una squadra dei pompieri era già all’opera per preservarla intervenendo sul reliquiario. Quando abbiamo trovato le chiavi, abbiamo preso la reliquia e l’abbiamo tratta in salvo sotto la supervisione della prefettura della polizia.

Tutto il mondo può capire che la Corona di spine è una reliquia assolutamente unica e straordinaria. E il Santissimo Sacramento è la presenza del Signore con il suo corpo, la sua anima, la sua divinità e la sua umanità: capite che è delicato vedere qualcuno che si ama perire tra le fiamme. Accompagnando regolarmente i Vigili del fuoco, noi vediamo molto spesso vittime di incendi e conosciamo quali sono gli effetti. Ecco perché volevo preservare a tutti i costi la presenza reale di nostro Signore Gesù Cristo.

Intanto la cattedrale stava bruciando, era arrivato sul luogo il presidente della Repubblica con sua moglie e il governo. Abbiamo spiegato loro la situazione. Sono intervenuti prima 400 pompieri, diventati poi 600 per domare un fuoco che si può ben definire l’incendio del secolo. Il comandante della brigata dei pompieri di Parigi, il generale Jean-Claude Gallet, è stato assolutamente straordinario, ha dato degli ordini ottimi su come affrontare l’incendio e ha avuto un’intuizione straordinaria che ha permesso di salvare questo monumento.

Nel momento in cui il fuoco ha invaso anche la torre campanaria Nord, e tutti temevamo che sarebbe crollata, io stavo uscendo con il Santissimo Sacramento e ne ho approfittato per fare una benedizione, mentre tutto attorno divampavano fiamme e fuoco e dappertutto dal tetto cadeva materiale incandescente. Nella benedizione ho incoraggiato Gesù ad aiutarci a preservare la sua casa. Per fortuna le manovre ordinate dal generale sono state brillanti e alla fine siamo riusciti a preservare la torre Nord e la torre Sud.

In Quaresima a tutti i cristiani che hanno ricevuto le ceneri è stato detto: «Ricordati che sei cenere e cenere ritornerai». Ed ecco, noi abbiamo vissuto una Quaresima “in miniatura”: la cenere, la cattedrale, è ritornata alla cenere, non per sparire completamente ma, come è anche per i cristiani, per rinascere più bella e più forte di prima dopo la risurrezione del nostro Signore Gesù Cristo.