Sondaggi elezioni, cresce il centrodestra. Berlusconi: «La sinistra ha paura»

Le ultime rilevazioni segnalano il recupero del centrodestra. Il Cavaliere sorpassa Bersani nell’indice di gradimento dei leader

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Sondaggi elezioni. Secondo la rilevazione Swg presentata oggi ad Agorà su Rai 3 il Pd di Pier Luigi Bersani è al 28 per cento e perde un punto. Il Pdl di Silvio Berlusconi guadagna due punti e va al 19,3 per cento. Scelta civica con Monti raggiunge il 9,4 per cento. Rimane ampia la percentuale dell’area del non voto: 30 per cento (fenomeno particolarmente acuto nel Nord Est).

GRADIMENTO LEADER. Oggi sul Giornale sono pubblicate le rilevazioni di Swg per affaritaliani.it – che segnalano il sorpasso di Berlusconi su Bersani per quanto riguarda il gradimento dei leader – e quella di Tecnè per Sky che mostrano le intenzioni di voto: Centrosinistra 33,6% (Pd 29,8 – Sel 3,3); Centrodestra 28,7 (Pdl 20 – Lega Nord 5,8); M5S 15,7; Lista Monti 13,8 ; Ingroia 4,7; Fare per fermare il declino 1,1; incerti 35,7. Un grafico segnala che la distanza tra centrodestra e centrosinistra a gennaio è passata da 6,5 punti percentuali a 4,9.

BERLUSCONI: SIAMO A 3-4 PUNTI. Intervistato oggi dal Quotidiano Nazionale, Silvio Berlusconi ha detto che «in questi giorni i migliori istituti ci dicono che distanza fra noi e il centrosinistra si è ridotta a 3-4 punti. La sinistra ha paura. La vittoria, che dava come scontata, gli sta sfuggendo di mano, così come è avvenuto nel ’94 e nel 2006». «Sono convinto – dice il leader del Pdl – che il voto vada concentrato sui due maggiori schieramenti. Votare per Casini, Monti e Fini e Giannino serve solo a disperdere i voti e a rendere ingovernabile il Paese. Io credo che l’Italia abbia tutto da guadagnare ad essere bipolare, come tutte le democrazie europee. La prossima legislatura potrebbe durare poco se non vincessimo noi. In quel caso, ci sarebbe il pericolo di un inciucio che va da Fini a Vendola, passando per Casini, Monti e Bersani che si metterebbero insieme per governare. Io penso all’interesse dell’Italia e penso che governo tedesco preferirebbe l’Italia servizievole di Monti piuttosto che quella ferma nella tutela dei suoi diritti e orgogliosa del suo ruolo in Europa».

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