Socialisti nervosi: francesi tornano in piazza contro la legge sul matrimonio gay, «incostituzionale per legge»

La vera grana per i socialisti è legale: un professore interpellato da Hollande afferma che la legge «è incostituzionale» perché modifica i fondamenti biologici della filiazione.

Domenica 24 marzo i francesi tornano in piazza a Parigi contro la legalizzazione del matrimonio e adozione gay voluta dal governo socialista di Francois Hollande con la legge “Mariage pour tous”, matrimonio per tutti. La legge è passata all’Assemblea nazionale e il 4 aprile il provvedimento arriverà in Senato, dove i socialisti hanno una maggioranza di appena sei voti. Domenica la grande Manif Pour Tous, che il 13 gennaio ha portato in piazza quasi un milione di persone, ha organizzato un secondo appuntamento per le vie della capitale.

MANIFESTAZIONE BOICOTTATA. Questa volta, però, la manifestazione sarà più difficile. La municipalità socialista di Parigi, temendo che Frigide Barjot («l’addetta stampa di Gesù») e i suoi godano di troppa visibilità, ha proibito di sfilare sugli Champs-Elysées come fatto invece a gennaio. Il divieto di manifestare, comunicato il 18 marzo, è stato motivato da non meglio specificate «ragioni di sicurezza» per l’eccessiva vicinanza all’Eliseo. «Prendiamo atto di questa decisione politica mascherata da misura di ordine pubblico» hanno dichiarato gli organizzatori della Manif Pour Tous, «proveremo in 24 ore a farci riconoscere la libertà di riunirci dai giudici. Andremo al tribunale amministrativo». Ma il tribunale ha confermato la decisione della polizia, minacciando di vietare la manifestazione se non fosse stato cambiato il percorso.

MINACCE POCO VELATE. La manifestazione dunque partirà dall’Arco della fraternità e passando per via Charles de Gaulle arriverà fino all’Arco di Trionfo.«Un percorso simbolico per riunirci e chiedere al presidente della Repubblica [Hollande] di ritirare il progetto di legge sul matrimonio e l’adozione omosessuale per tutti e sottoporlo a un referendum perché una questione così importante sia presa da chi ha diritto a decidere: il popolo sovrano». La manifestazione potrebbe cambiare le sorti del voto in Senato, ecco spiegato il nervosismo dimostrato da uno dei principali sostenitori del matrimonio gay in Francia, Pierre Bergé, che qualche giorno fa ha ritwittato un messaggio che spiega come nessuno piangerebbe se il 24 «una bomba esplodesse» lungo il percorso della manifestazione. Non proprio parole di pace.

LEGGE INCOSTITUZIONALE. Il nervosismo è giustificato anche da un altro fatto. Il Partito socialista ha richiesto mesi fa a un costituzionalista un parere sulla legge: come rivela il Le Figaro il parere lungo quattro pagine è arrivato e non è quello che si aspettava Hollande: la legge potrebbe «seriamente» essere rigettata dal Consiglio costituzionale francese perché «incostituzionale». Perché la legge sia valida, infatti, «il legislatore dovrebbe modificare il diritto della filiazione e dell’adozione». L’adozione “piena”, al contrario di quella semplice, di un bambino modifica lo stato civile e la filiazione del bambino, che diventa a tutti gli effetti figlio della coppia adottante. Ma due genitori omosessuali, per ovvi motivi, non possono essere considerati genitori biologici di un bambino. La legge quindi metterebbe in discussioni i fondamenti (anche biologici) della filiazione. Hollande potrebbe cambiare la legge e non garantire il riconoscimento dell’adozione “piena”, ma senza questo il “matrimonio per tutti” diventerebbe poco più di un’unione civile. Esattamente quello che il governo Hollande non vuole.