Trapianto di staminali “etiche” per curare la Sla non è nocivo. Primo successo

La ricerca condotta nel rispetto della vita umana e dei protocolli ha passato i primi test. Nessun danno sui pazienti. L’Iss e l’Aifa hanno autorizzato l’avvio della seconda fase

Si è conclusa positivamente la prima fase dei test sul trapianto di cellule staminali neuronali in pazienti affetti da Sla (Sclerosi Laterale Amiotrofica) effettuati dal team guidato dal professor Angelo Vescovi. Lo ha dichiarato oggi lo stesso Vescovi, in un convegno a Roma.

VIA ALLA SECONDA FASE. Vescovi, direttore scientifico dell’Ircss Casa sollievo della sofferenza opera di san Pio da Pietrelcina di San Giovanni Rotondo, ha spiegato che si tratta di «uno studio sperimentale condotto secondo i più rigorosi criteri scientifici ed etici, per una malattia neurologica mortale». «Siamo soddisfatti ed orgogliosi di aver mantenuto la promessa fatta ai nostri sostenitori, ai malati e alle loro famiglie – ha proseguito lo scienziato – La prima fase, durata un anno, si è limitata a verificare la possibile esistenza di effetti nocivi del trapianto. Non essendo stati riscontrati danni o effetti collaterali, l’Istituto superiore di Sanità e l’Aifa hanno autorizzato l’avvio della seconda parte della sperimentazione che prevede il trapianto in zone più alte del midollo spinale, nella regione cervicale.

METODO ETICO. Sostenuta da un’associazione no profit,  la ricerca è stata autorizzata dall’Istituto Superiore di Sanità e concepita dall’associazione Neurothon, presieduta dal vescovo di Terni, Vincenzo Paglia. «Grazie al nostro metodo con pochissimi campioni di cellule fetali neuronali prelevate da aborti spontanei – ha spiegato Vescovi – è possibile produrre una quantità illimitata di cellule staminali».«La sperimentazione – ha proseguito il biologo – viene svolta secondo la normativa internazionale in accordo alle regole dell’European Medicine Agency e con le cellule prodotte in stretto regime di norme di buona fabbricazione, vale a dire riconosciute dalle commissioni sanitarie nazionali come idonee all’utilizzo di studi clinici, con certificazione dell’Aifa, confermando l’Italia fra i paesi che fanno test di avanguardia nell’ambito delle staminali».

LA RICERCA. Lo studio è stato effettuato su sei pazienti affetti da Sla. Sono state trapiantate cellule staminali cerebrali umane nel loro midollo spinale lombare, in prossimità delle cellule nervose chiamate motoneuroni, che nella Sla muoiono gradualmente, paralizzando progressivamente i muscoli, fino a causare la morte del paziente. Dal punto di vista della sicurezza della tecnica utilizzata e della procedura chirurgica, non si sono manifestate complicanze. Nell’immediato post-operatorio nessun paziente ha avuto disturbi della sensibilità o sfinterici e la risonanza magnetica non ha mostrato segni di danno tissutale, raccolte ematiche o fistole liquorali. In media i pazienti sono stati dimessi dal reparto di neurochirurgia dopo soli dieci giorni e avviati ai reparti di riabilitazione. Dal punto di vista del follow-up clinico non sono emersi sintomi o segni indicativi di malattia complicazioni o problemi riferibili alla procedura sperimentale.