Siria. Usa e Gran Bretagna pronte all’attacco. Papa Francesco: «Si fermi il rumore delle armi»

Sembra imminente un attacco militare contro il regime di Assad. L’opposizione della Russia e le parole del pontefice all’Angelus che ha chiesto alla comunità internazionale di scongiurare «una guerra che semina distruzione e morte».

L’intervento militare americano e inglese in Siria è vicino. Lo riferiscono le testate inglesi Telegraph e Daily Mail, secondo cui i presidenti Barack Obama e David Cameron si sarebbero sentiti telefonicamente nella note tra sabato e domenica e avrebbero deciso di attendere ancora 48 ore per prendere una decisione definitiva, ipotizzando un attacco entro dieci giorni. La Casa Bianca non ha confermato queste ricostruzioni giornalistiche.
La miccia che ha fatto scattare le due superpotenze sarebbe la presunta strage del 21 agosto a Damasco che, secondo l’opposizione, avrebbe causato 1300 vittime, ma che è stata negata dal regime di Assad. Il presidente siriano, in un’intervista al quotidiano russo Izvestia, ha usato parola dure contro Stati uniti e Gran Bretagna, definendo «un insulto al buon senso» le accuse e dicendo che, se attaccheranno «falliranno come in tutte le guerre che hanno scatenato finora, dal Vietnam a oggi».

RUSSIA E ISPETTORI ONU. La Russia si è schierata contro l’intervento militare. Il suo ministro degli esteri, Sergej Lavrov, ha parlato di «profonda preoccupazione» per le intenzioni americane che «scavalcano l’Onu» e mettono a repentaglio le trattative per «una risoluzione pacifica della crisi».
Washington e Londra non sembrano voler attendere gli ispettori Onu che dovrebbero cercare le tracce di gas nervino, per capire se l’attacco c’è stato o meno. Gli Stati Uniti hanno schierato nel Mediterraneo quattro cacciatorpedinieri armati ognuno con 96 missili e la marina britannica è pronta ad unirsi a quella americana.

PAPA FRANCESCO: DIALOGO. Ieri all’Angelus, papa Francesco ha detto di seguire la situazione in Siria «con grande sofferenza e preoccupazione». Il Pontefice ha spiegato che il moltiplicarsi della violenza «in una guerra tra fratelli», lo ha spinto «ancora una volta a levare alta la voce perché si fermi il rumore delle armi». Lo scontro non può in nessuno modo offrire «prospettive di speranza per risolvere i problemi», possibili soltanto nella «capacità di incontro e di dialogo». Il Papa ha poi manifestato «dal profondo del cuore» la propria vicinanza con la preghiera e la solidarietà «a tutte le vittime di questo conflitto, a tutti coloro che soffrono, specialmente i bambini, e invitare a tenere sempre accesa la speranza di pace». Ha infine fatto appello alla Comunità Internazionale «perché si mostri più sensibile verso questa tragica situazione e metta tutto il suo impegno per aiutare la cara Nazione siriana a trovare una soluzione ad una guerra che semina distruzione e morte».