Siria. Damasco accetta proposta della Russia

Secondo quanto riportato dall’agenzia Interfax, Assad ha accettato la proposta avanzata dalla Russia di mettere sotto controllo internazionale il suo arsenale di armi chimiche

La situazione sull’attacco in Siria è a una svolta. Secondo quanto riportato dall’agenzia Interfax, Assad ha accettato la proposta avanzata dalla Russia di mettere sotto controllo internazionale il suo arsenale di armi chimiche. L’agenzia cita il ministro degli Esteri di Damasco, Walid al Muallem, e, se tutto dovesse procedere in questa direzione, potrebbe darsi che l’intervento americano venga scongiurato. La Francia di Francois Hollande e Israele, però, non si fidano e vogliono vedere se alle parole di Damasco seguiranno i fatti.

LA GUERRA RAFFORZEREBBE AL QAEDA. «L’opposizione siriana è dominata da Al Qaeda, e la Siria è la base qaedista in più rapida espansione al mondo».  A dirlo oggi su Repubblica è Bruce Riedel, ex funzionario della Cia, consigliere per la sicurezza nazionale per quattro presidenti americani.
«Ogni intervento militare che ribalti l’equilibrio delle forze in campo, indebolisca l’apparato di regime, rischia di rafforzare Al Qaeda», avverte l’esperto d’intelligence. Ciò comporterebbe «una minaccia per l’America, l’Europa e Israele».

INTERVENTO FAVORISCE I TERRORISTI. Al Qaeda già controlla una vasta regione della Siria, tra la valle dell’Eufrate e Aleppo, spiega Riedel, e «se consoliderà la base, da lì attaccherà i propri nemici nella regione a cominciare da Hezbollah in Libano, la Turchia, la Giordania». «E poiché fa parte della jihad globale, procederà a colpire l’Europa, Israele e l’America». Intervento americano? «L’opposizione se ne avvantaggerebbe». Ma poiché «Al Qaeda domina l’opposizione, un indebolimento delle forze del regime si tradurrebbe in un guadagno per Al Qaeda».L’opposizione, ricorda l’ex consulente della Casa Bianca, «è divisa in 1200 diverse fazioni». Al Qaeda domina su tutte, avendo «disponibilità di risorse formidabili: di una base in Iraq, di volontari stranieri pronti ad azioni kamikaze».

AL QAEDA: BANDITI E ASSASSINI. L’organizzazione fondata da Bin Laden «in Siria vuole proiettare l’immagine di un insieme di combattenti per la libertà e di jihadisti islamici. In realtà è un coacervo di banditi e di assassini». Prima di qualsiasi attacco, bisogna denunciare la vera identità delle fazioni qaediste in Siria», spiega Riedel, dipingerle come terroriste quali sono». «L’America e gli alleati», prosegue l’esperto di sicurezza, «devono dire chi sono in verità al-Baghadi e Golani, i leader del Fronte al Nusra e di Al Qaeda in Iraq». Occorre, conclude Riedel, «superare la questione delle armi chimiche», «affrontare quella di Al Quaeda» e «la sua ascesa nella guerra civile siriana».