Shalit è libero in cambio di 1.027 prigionieri. La storia del soldato israeliano

Gilad Shalit è stato rapito il 25 giugno 2006 da tre gruppi armati, tra cui Hamas. Da allora Israele con interventi militari nella Striscia di Gaza o con trattative ha cercato di liberarlo. Riportiamo tutte le tappe della storia e delle trattative per il rilascio del soldato israeliano, liberato oggi in cambio di 1.027 detenuti palestinesi. Shalit verrà consegnato all’Egitto e da qui a Israele

Il soldato israeliano Gilad Shalit, 25 anni, è vivo, sta bene ed è libero dopo cinque anni di prigionia nelle mani di Hamas. La conferma arriva dalle prime immagini del soldato trasmesse da una tv egiziana. E’ stato raggiunto un accordo tra il governo israeliano, che libererà 1.027 detenuti palestinesi, e Hamas, che libererà il caporale, appena promosso a sergente maggiore, detenuto dal 2006 nella Striscia di Gaza. Gli accordi sono stati trovati e siglati al Cairo.

Shalit si trova ora in Egitto, da qui verrà trasferito alla base aerea israeliana di Tel Nof dove lo aspetta la sua famiglia e il premier Benjamin Netanyahu. Israele ha cercato di ottenere più volte il rilascio di Shalit, ma non aveva mai trovato l’accordo con Hamas. Riportiamo di seguito le principali tappe della storia del giovane soldato israeliano e delle trattative per il suo rilascio:

25 giugno 2006: Shalit viene rapito da tre gruppi armati, tra cui Hamas, in un raid avvenuto lungo la frontiera con Israele.
28 giugno: Israele lancia una massiccia operazione militare contro la Striscia di Gaza, ma non riesce a trovare Shalit.
28 agosto: Un portavoce palestinese afferma che Shalit è vivo.
15 settembre: Una lettera di Shalit arriva alla sua famiglia tramite i mediatori egiziani che stanno negoziando per un accordo che prevede lo scambio di prigionieri.
26 novembre: Viene annunciato un cessate il fuoco dopo cinque mesi di attacchi aerei israeliani e incursioni per cercare di liberare Shalit.

25 giugno 2007: La tv israeliana trasmette un nastro audio registrato dai rapitori di Shalit in cui chiedono delle cure mediche e il rilascio di alcuni prigionieri palestinesi.
8 aprile: Israele conferma di aver ricevuto una lista di prigionieri palestinesi che lo Stato ebraico deve liberare in cambio di Shalit.
26 dicembre: Hamas afferma che Shalit non sarà liberato a meno che Israele non liberi 1.400 detenuti palestinesi.

24 aprile 2008: Hamas propone ad Israele una tregua di sei mesi a Gaza, ma afferma che il destino di Shalit è una questione a parte.
12 maggio: Israele sostiene che l’accordo di cessate il fuoco deve includere il caso Shalit. I colloqui sono allo stallo.
9 giugno: La tv israeliana dà notizia di una lettera scritta a mano da Shalit ricevuta dalla sua famiglia.
4 luglio: I colloqui sullo scambio di prigionieri vengono sospesi a causa di tensioni per il blocco israeliano sulla Striscia di Gaza e una raffica di razzi lanciati verso Israele.
25 settembre: Hamas rifiuta la lista dei prigionieri che Israele è disposto a liberare in cambio di Shalit, dicendo che non è sufficiente.
19 dicembre: Termina il fragile cessate il fuoco durato sei mesi. Israele e Hamas non riescono a trovare un accordo per estendere la tregua.
27 dicembre: Israele lancia un’offensiva militare sulla Striscia di Gaza che durerà 22 giorni. Si tratta dell’Operazione Piombo Fuso in cui persero la vita 1.400 palestinesi e 13 israeliani.

18 gennaio 2009
: Israele e Hamas firmano un cessate il fuoco per Gaza.
17 marzo: Dopo undici ore di colloqui, l’allora Primo ministro Ehud Olmert sostiene che Israele non accetterà le condizioni di Hamas per uno scambio di prigionieri e che non cederà di fronte alle richieste di quella che definisce “un’organizzazione terroristica”.
2 ottobre: Diciannove donne palestinesi prigioniere vengono liberate da Israele in cambio di un video di un minuto di Shalit che mostra che il caporale è vivo e sta bene.
25 novembre: Israele rifiuta la richiesta del rilascio di alcuni comandanti di Hamas, come parte di qualsiasi accordo di scambio per Shalit.
22 dicembre: Israele offre la liberazione di 450 combattenti della resistenza, tra cui molti coinvolti in attacchi mortali, in cambio di Shalit, più altri 500 prigionieri da liberare in un secondo momento.

2 febbraio 2010
: Hamas, che deve ancora rispondere all’ultima offerta di Israele, afferma che i colloqui sono in fase di stallo.
27 giugno: I genitori di Shalit iniziano una marcia di 12 giorni dalla loro casa nel nord del Paese fino alla residenza del Primo ministro Benjamin Netanyahu a Gerusalemme per chiedere un accordo per lo scambio dei prigionieri.
17 ottobre: Netanyahu afferma che i colloqui sono ripartiti dopo un anno di stallo.

10 aprile 2011: L’esercito israeliano ha detto che Abu Tayser Snima, un comandante di Hamas “direttamente e fisicamente” coinvolto nella cattura del caporale israeliano è stato ucciso durante un raid aereo sulla Striscia di Gaza.
Hamas smentisce l’accaduto.
23 giugno: Il Comitato Internazionale della Croce Rossa chiede ad Hamas di fornire una prova che Shalit è ancora vivo cinque anni dopo la sua cattura.
3 ottobre: Centinaia di palestinesi detenuti nelle carceri israeliane iniziano uno sciopero della fame per protestare contro il peggioramento delle proprie condizioni di detenzione. Netanyahu ha ordinato restrizioni sui prigionieri palestinesi come parte di uno sforzo per costringere Hamas a liberare Shalit.
11 ottobre: Funzionari israeliani e di Hamas rendono noto che è stato raggiunto un accordo per la liberazione di Shalit in cambio di 1.027 prigionieri palestinesi.