Sgorgherà vita dove oggi ci sono pietre

A oggi sono più di cinquanta i sacerdoti morti per coronavirus. Se si pensa che a Milano, lo scorso anno, sono stati ordinati solo 15 sacerdoti, si capisce che la messa è (quasi) finita

Cronache dalla quarantena / 10

Mi devo scusare col Lupo (Herimatosus) che ieri qualificavo di virus analogo al presente nanokiller mentre invece è una malattia autoimmune che uccise Flannery O’Connor e in una percentuale di 9 a 1 colpisce ancora le donne piuttosto che gli uomini di età compresa tra i 15 e i 40 anni. Lo dovevo alla mia amica Tina, medico anestesista in questi giorni combattente in terapia intensiva tra coloro che hanno fame di tutto, ma specialmente d’aria.

Altra donna che dobbiamo ringraziare – mentre nel mio piccolo privato devo inchinarmi a dottoressa Elena che mi sta curando via mail la calcificazione dell’omero – è la superesperta di politiche scolastiche Anna Monia Alfieri. Donna e suora la cui vita ormai coincide con la battaglia per la parità scolastica, ma che si fa prendere la mano e dilaga in tutte le redazioni ogni santo giorno con i suoi interventi, scritti, relazioni e convegni. Le vogliamo bene così. Subiamo ordinatamente le sue compulsioni e solo ogni tanto le ricordiamo morigeratezza.

Purtroppo, sono personalmente convinto che piuttosto che dare al popolo italiano la parità scolastica che hanno ormai tutti nel mondo, anche il Mozambico e il Congo, i catto-comunisti e massoni da sempre al potere a Roma, prima ci mostrano il dito medio dell’orangotango. Poi piuttosto ci apparecchiano un coronavirus artificiale ogni quinquennio. Sarei per il ritorno alla grandiosa Italia preunitaria anche solo per questo. Ecco. La conferenza episcopale dei vescovi italiani dovrebbe andare in giro nuda per protestare l’ingiustizia che chiude centinaia di scuole non statali ogni anno. Ma sembra che non se la sentano. Né di darsi alla protesta nudista. Né di considerare la scuola libera il principio da difendere sopra il requiescat in pace. Vabbè, amen. E avanti con i pauper noster.

Adesso però vediamo se il figlio di Maria, di padre Pio e ultras papalino, Giuseppe Conte, arriva almeno a concepire ciò che giustamente per l’Alfieri – che cognome azzeccato per una razionalista e al tempo stesso eroina da tragedia biblica! – è diventata la richiesta minima al governo da parte di scuole che non sono come quelle statali. Che chiudono per emergenza sanitaria, ma gli stipendi li paga la cassa comune degli italiani. Mentre le scuole libere chiudono ma gli stipendi continuano a pagarli le rette dei genitori che con le loro tasse pagano pure le scuole statali. Può essere normale, corretto, democratico, #andratuttobene questa ingiustizia? Normale, corretto e giusto può essere soltanto che il governo Conte sottoscriva e autorizzi, come minimo e come da richiesta della pasionaria Alfieri, «la detraibilità integrale del costo delle rette versate alle scuole pubbliche paritarie dalle famiglie nei mesi di chiusura delle scuole, tenendo conto del “costo standard di sostenibilità per allievo” già da tempo definito dal ministero economico».

C’è altro oggi degno di nota? Sì, colpisce la notizia che ci lascino la pelle tanti preti. A oggi sono più di cinquanta i sacerdoti morti per coronavirus. Se si pensa che nella più grande diocesi del mondo, Milano, lo scorso anno sono stati ordinati solo 15 sacerdoti, si capisce che la Messa è (quasi) finita. A meno che Dio susciti vocazioni dalle pietre. E questo accadrà, ne siamo certi, dopo quello che stiamo vedendo in questi giorni.

A riprova di questa convinzione, che è l’esperienza storica che ci è stata tramandata dal popolo ebraico, faccio seguire qui la testimonianza di Goffredo che abita in un paesino alle sorgenti del Volturno, al confine tra Molise e Campania, col quale in questi giorni ci sentiamo per la casualità di un’amicizia che risale a non so quando e non so dove. Ma certamente per intercessione di Nicola Pucci, pasionario giussaniano molisano, intorno a un brodino di pesce in quel di Termoli.

«Carissimo Gigi, l’allegato file, anche se molto grezzo, vuole essere una testimonianza del fatto che la Storia che abbiamo incontrato attraverso don Giussani è veramente la storia di Dio dentro la storia del mondo.

Come vedi il beato Schuster ha soggiornato qui ed ha visitato la Cripta dove è dipinta la Madonna Assunta in Cielo (Anno 824-842). Nessuno di noi aveva mia pensato al beato Schuster ed al fatto che sia stato proprio lui ad ordinare sacerdote don Giussani. Sono tutte cose venute fuori “per caso”, come pure, da ultimo, che san Carlo Borromeo sia stato abate commendatario di San Vincenzo al Volturno.

Fidelibus (un grandissimo professore di filosofia a Chieti, ndr) racconta che un anno non furono organizzate la vacanze estive e don Giussani disse loro che ognuno poteva visitare i luoghi dove abitavano per approfondire le chiese romaniche (mi pare) e lui con altri del Clu (?) si trovò a San Vincenzo al Volturno, perché tutti i documenti relativi alle chiese che visitava in Abruzzo rimandavano a “come il ciclo pittorico di San Vincenzo al Volturno“. Quindi tutto un caso che ha reso evidente la Grande Presenza, dentro uomini che hanno detto (dicono) sì al Mistero.

Proprio domani come vedi è l’anniversario (22 marzo 1888) della apparizione della Madonna Addolorata di Castelpetroso (ora me ne sono ricordato) e, quindi, preghiamo la Madonna Addolorata di accogliere tutto il bisogno umano nostro e dei nostri fartelli. L’allegato link sul Santuario di Castelpetroso (Is) mi sembra il più pertinente.

In comunione fraterna. Tuo Goffredo».

San Vincenzo al Volturno è ancora oggi un’oasi di bellezza e di pace unica. Forse è il lascito misterioso – vita che seguita a sgorgare in luoghi dove domina la pietra – di migliaia di giovani che abbracciarono la povertà e la verginità sacerdotale per Cristo. Correvano i secoli VII-VIII dopo Cristo, epoca in cui l’Italia era longobarda. E «vi era grande libertà» (Paolo Diacono). E i giovani si davano alla ricerca di Dio. E abitavano anche lassù, nei grandi conventi benedettini sparsi tra i monti Appennini, regione del Sannio.