Secondo la bibbia liberal, la Bibbia ha un problema di #metoo

Il New York Times catechizza l’Antico Testamento accusandolo di comportarsi come un qualsiasi editore disinteressato al problema della violenza sulle donne

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Secondo la bibbia liberal Usa, cioè il New York Times, la Bibbia ha un problema di #metoo. «Le donne della Bibbia non sarebbero sorprese delle affermazioni contro Harvey Weinstein, Eric Schneiderman o altri loro compatrioti» spiega Emily Md Scott, pastore luterana e fondatrice della St.Lydia’s Dinner Church a Brooklyn. Scott sta avviando una nuova comunità a Baltimora e vuole unirsi alla sacrosanta battaglia mondana contro la straziante e quotidiana violenza della vita delle donne e delle minoranze sessuali e di genere. Solo che la Bibbia non le è di aiuto. Quindi scrive al Nyt e racconta che sfogliando la Genesi si è imbattuta nel racconto dello stupro di Dina, figlia di Giacobbe, che un principe vide, afferrò e violentò, scatenando la vendetta dei fratelli che macellarono tutti i suoi sudditi e «si può solo immaginare cosa successe alle donne».

I WEINSTEIN BIBLICI. La reverenda denuncia il fatto che «le reazioni di Dina non vengono registrate» e si preoccupa della naturalezza con cui queste pagine potrebbero venir lette dal pulpito ai fedeli di tutti i generi, quotidianamente sottoposti ad abusi («quasi la metà delle persone transgender riferisce di essere stata aggredita sessualmente», ricorda Scott). Elenca a questo proposito le storie di tante altre donne messe a tacere nei giochi di violenza e guerra dei protagonisti della Bibbia, tra le cui righe si ritrova la stessa narrazione censurata da editori disinteressati al problema. Per questo le donne della Bibbia non si stupirebbero di uno scandalo Weinstein, saprebbero «che più sei vulnerabile – un bambino, una donna di colore, uno straniero, uno schiavo o una concubina, un uomo transgender o una donna – più sei scelto per essere usato e scartato». Raramente queste storie sono raccontate nelle chiese, «l’attenuazione del #metoo della Bibbia è un riflesso diretto della cultura del silenzio al lavoro nelle nostre congregazioni. L’ipotesi intessuta nei nostri testi sacri è che le esperienze delle donne non contano».

SERMONI MONDANI. Al New York Times andrebbe ricordato che la Bibbia non è il catechismo, un quadretto d’amore e solidarietà democratica, che nella Bibbia Giuditta taglia la testa a Oloferne, e che in nessuna Bibbia sta scritto che leggendo o tacendo di queste cose si considererà lo stupro o la violenza una variante della normalità. In nessuna Bibbia tranne in una: quella progressista tutta hashtag e sermoni mondani chiamata New York Times.

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