Se la sharia è più forte del Corano: mille donne verso la Mecca imprigionate in Arabia Saudita

Autorità saudite: «Non sono accompagnate da un uomo». Le donne nigeriane sono ancora rinchiuse all’aeroporto di Jeddah. Il Corano impone di visitare la Mecca una volta nella vita, ma la sharia è più forte.

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Le autorità dell’Arabia Saudita hanno rimandato indietro 150 donne nigeriane musulmane, arrivate nel paese per andare in pellegrinaggio alla Mecca, e ne tengono “imprigionate” all’aeroporto altre 1.000 perché volevano entrare nel regno senza essere accompagnate da un uomo. Come conferma il direttore della Commissione nazionale nigeriana che organizza i pellegrinaggi alla Mecca Mohammed Bello, la colpa delle donne è la «mancanza di un accompagnatore maschile. Abbiamo avuto problemi con un volo che trasportava 150 donne e ora altre 1000 donne sono bloccate nell’aeroporto a Jeddah».

DONNE IN ARABIA SAUDITA. La vita delle donne in Arabia Saudita non è facile: non possono guidare, non possono lavorare senza il permesso del padre/marito/fratello, devono essere accompagnate da un uomo, non possono lasciare il paese in autonomia.

SI TRATTA IL RILASCIO. «Non ci hanno dato né da bere né da mangiare, siamo dovute restare sedute ai nostri posti sull’aereo per tantissime ore» ha dichiarato una delle donne, Hajia Amina Musa, all’agenzia Reuters all’aeroporto di Kano, dopo che le autorità saudite l’hanno rispedita in Nigeria. Il governo africano ha inviato una delegazione nel regno «per trattare con le autorità il rilascio delle altre donne nigeriane».

SHARIA CONTRO MAOMETTO. Questo episodio mostra l’intransigenza delle leggi islamiche saudite, che sono più forti  anche di quello che è considerato uno dei cinque doveri nella vita di un musulmano: uno dei cinque pilastri dell’islam infatti impone a tutti di recarsi in pellegrinaggio alla Mecca almeno una volta nella vita. Ma in Arabia Saudita, se sei una donna non accompagnata, non puoi farlo.
 

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