Scuole paritarie Ferrara. «Pagare l’Ici? Come una condanna a morte»

Intervista ad Alessandro Fiorini, presidente di Mondopiccolo, polo scolastico paritario: «Il sindaco ha promesso di raddoppiarci i contributi, ma il saldo dell’Ici vanifica tutto»

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Dal 2013 a Bologna le scuole paritarie ricevono un contributo di 10 mila euro a sezione. A Modena circa 15 mila euro, come a Reggio Emilia, a Ravenna 14 mila e così via. I contributi comunali sono più o meno simili in ogni provincia dell’Emila Romagna. Tranne a Ferrara, dove le scuole ricevono la miseria di 3 mila euro a sezione. La differenza abissale di contributi è il frutto di anni e anni di disinteresse da parte delle amministrazioni che hanno governato a Ferrara, spiega a tempi.it Alessandro Fiorini, presidente di Mondopiccolo, polo scolastico paritario.

ICI ALLE PARITARIE. «Il Comune si è finalmente impegnato a raddoppiare il contributo per sezione», afferma. «La cifra di 3 mila euro all’anno è davvero bassa, a noi basta a malapena a coprire le spese di cancelleria e il necessario per l’igiene . Eravamo contenti che il sindaco Tagliani ci avesse promesso un contributo maggiore, fino a che non ci è piombata addosso la notizia del dovuto pagamento dell’Ici, secondo quanto stabilito dalla Cassazione a Livorno. Rendendo così vano l’innalzamento del contributo alle paritarie».

«SEMPRE LA STESSA IDEOLOGIA». Alessandro Fiorini dirige tre scuole, due a Ferrara, la Sant’Antonio e la San Vincenzo, e una a Santamaria Codifiume, per un totale di circa 300 alunni. «Se le nostre scuole chiudessero, dove andrebbero i ragazzi? L’amministrazione sa bene che le scuole paritarie rappresentano una risorsa, è stato lo stesso sindaco a ribadirlo». Quando si parla di paritarie si cita sempre l’articolo 33 della Costituzione: “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”.
«Quel “senza oneri per lo Stato” viene sempre citato in maniera ideologica, anche perché la legge Berlinguer del 2000 ha invece sancito la necessità di dare contributi alle scuole paritarie, proprio perché utili per la società», continua Fiorini. «Se ci fosse un riconoscimento vero del nostro lavoro, non ci sarebbe nemmeno il problema del pagamento dell’Ici, perché i contributi percepiti sarebbero superiori. Potremmo affrontare il pagamento dell’Ici come affrontiamo altre spese. Il problema subentra invece perché molte scuole, soprattutto quelle che si appoggiano alle parrocchie, non hanno sufficienti fondi economici nemmeno per bastare a loro stesse».

LA PRIMA VOLTA. La colpa di questa situazione insostenibile non è solo delle amministrazioni di Ferrara, ma anche dei dirigenti scolastici. «Quando siamo andati dal sindaco Tagliani a chiedere maggiori contributi si è stupito», punge il presidente di Mondopiccolo. «Ci ha detto che era la prima volta che veniva fatta una richiesta simile all’amministrazione, e che avrebbe fatto quanto in suo potere per aumentare il contributo annuo. Finalmente un’amministrazione si è accorta di quanto facciamo per il Comune».

«SENTENZA DI MORTE». A Ferrara, dove c’è un numero di scuole statali superiore a molti altri comuni e dove le amministrazioni non hanno mai appoggiato le paritarie, realtà come il Mondopiccolo hanno dovuto tener duro. Ora però rischiano di chiudere: «Il pagamento dell’Ici è una richiesta che ci è stata fatta in automatico, dopo la sentenza della Cassazione per le scuole livornesi. Sappiamo che non possiamo contestarla in alcun modo. Speriamo solo che non abbia validità retroattiva, altrimenti le cartelle da pagare ammonteranno a più di 10 mila euro a scuola. Potrebbe essere per molte una sentenza di morte».


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