Scrive un tweet ironico sul congresso del partito comunista cinese. Arrestato per terrorismo

Il blogger Zhai Xiaobing è stato accusato di terrorismo, per aver paragonato il Congresso cinese al film horror Final destination. E il partito non ha gradito

Fare una battuta sull’inizio del Congresso del partito comunista in Cina costerà la libertà al blogger Zhai Xiaobing, di Pehino. Lo scorso 5 novembre, il giovane aveva twittato 140 caratteri per deridere i politici riuniti in Congresso, dicendo che il prossimo capitolo della saga cinematografica Final destination si sarebbe svolto nella sala del Partito comunista. «Anteprima assoluta l’8 novembre (giorno d’inizio dei lavori), la terra tremerà», ha scritto Zhai.

PRELEVATO. Questo l’ultimo tweet. Dopo di che è piombato il silenzio sul suo account, tanto che il suo amico Liu Yangpin si è preoccupato e ha cercato di contattarlo, andando di persona a casa del blogger, nella periferia nordest di Pechino. Liù ha parlato coi familiari di Zhai, che gli hanno riferito che il 7 novembre, un paio di giorni dopo quella messaggio sul social network, i funzionari della sicurezza dello stato si sono recati a casa, hanno prelevato non solo il giovane, ma anche il suo computer.

LA PETIZIONE. Dopo che l’amico di Zhai ha raccontato i fatti sul suo blog, spontaneamente è nato un movimento di supporto per il blogger sequestrato, tanto che più di 400 sostenitori hanno firmato una petizione per la sua scarcerazione, senza paura di mettere il proprio nome e cognome in questa storia. Tale petizione è stata redatta da un altro blogger e avvocato, Wen Yunchao, che chiede alle autorità di trovare un po’ di senso dell’umorismo, e di non ingigantire quella che era solo una battuta. «È assurdo incolpare Zhai di terrorismo».