Scola: Il sorriso discreto di don Giussani

Saluto del cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, al termine della Messa per il settimo anniversario della morte di don Luigi Giussani e del XXX° anniversario del riconoscimento pontificio della Fraternità di Comunione e Liberazione.

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Una parola per dire, a nome di tutta la Chiesa ambrosiana il mio grazie al vostro quotidiano impegno con la fede in Cristo Gesù e per l’energia di testimonianza in tutti gli ambienti dell’umana esistenza. Voglio dire anche un grazie particolare ai familiari di don Giussani che sono qui con noi e assicurare la mia preghiera a chi in questo momento è nel bisogno materiale e spirituale, chi è nella prova di qualunque tipo soprattuto a quanti sono nel dolore per la perdita di qualche caro e a coloro che sono nell’ombra della morte. Una particolare benedizione ai bambini, agli anziani, agli ammalati ai più poveri e ai più bisognosi.

Venendo questa sera nel nostro Duomo mi tornavano alla memoria i sorrisi di don Giussani, che certamente adesso ci sta guardando, perché ce n’erano di tanti tipi. Ma ce n’era uno in modo particolare che mi ha sempre colpito negli anni in cui potevo vederlo più frequentemente: era quello che lo caratterizzava quando gli domandavi aiuto faccia a faccia. Un sorriso discreto, non spalancato e gioioso come usava fare spesso negli incontri, nelle riunioni. Un sorriso discreto come un abbraccio. Ma attraversato sempre da un impeto che ti impediva di assecondare la tua “vanitas”. Non ti risparmiava niente don Giussani, ma non ti risparmiava neanche il tuo proprio bene. E questo è l’unico vero modo di amare. Non risparmiarti il tuo proprio bene. E quel sorriso, con le sue parole ovviamente, ti erigeva, non potevi stare chinato su di te. Era una sorgente di vigilanza e di energia, che vinceva ogni resistenza.

Ebbene, pregare insieme qui, questa sera, nel settimo anniversario della sua dipartita e fare memoria grata alla Chiesa universale che ha riconosciuto trent’anni anni fa la Fraternità di Comunione e Liberazione, significa per ognuno di noi, e questo è il mio augurio e anche la mia consegna, ricordarsi di quell’energia che ti impediva di reclinarti su di te a succhiare dall’inconsistenza del tuo essere una impossibile energia. Vigore, vigilanza di testimonianza cristiana, questa è la responsabilità che nessuno che ha incontrato quel sorriso può dimenticare. Buon cammino a tutti.

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